Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Russia, 19enne uccide detective per emulare il suo videogioco preferito: l'omicidio commissionato sul dark web

Russia, 19enne uccide detective per emulare il suo videogioco preferito: l'omicidio commissionato sul dark web
di Federica Macagnone
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 18 Novembre 2020, 18:11 - Ultimo aggiornamento: 18:57

Aveva completamente perso il contatto con la realtà. Con una freddezza sconcertante Abdulaziz Abdulazizov, 19 anni, ha accettato di uccidere per soldi e lo ha fatto: ha tirato fuori la pistola e ha sparato alla detective Evgenia Shishkina, 49 anni, che stava uscendo dalla sua casa nel villaggio di Arkhangelskoye, in Russia, per andare al lavoro.Un omicidio a sangue freddo commissionato sul dark web da una persona losca che si faceva chiamare Migel Morales e che cercava ragazzi disposti a uccidere su commissione. Abdulazizov, che si era iscritto a medicina, non si è tirato indietro. In “Hitman”, il suo videogioco preferito, il giocatore muove sullo schermo un assassino che lavora su commissione. E lui ha sentito che la sua opportunità di essere quel personaggio che amava tanto era arrivata.

Si è presentato davanti alla porta della detective che, quando lo ha visto arrivare con la pistola in mano, ha provato a difendersi con la borsa. Il ragazzo è scivolato, ma è riuscito a colpirla al collo e alla schiena. Evgenia è morta tra le braccia del marito che era corso in strada quando ha sentito i colpi di pistola: «Non è riuscita a dirmi niente - ha raccontato l’uomo sotto choc - Ansimava e poi ha smesso di respirare». Quando Abdulazizov è stato fermato dalla polizia non era per nulla turbato: con gli agenti è tornato sul posto dell’omicidio per mostrare come aveva agito e poi ha commentato: « È successo tutto proprio come in Hitman». Il ragazzo ha raccontato che l’omicidio gli era stato commissinato sul dark web. La polizia è riuscita a risalire all’identità del mandante che si nascondeva dietro il soprannome di Migel Morales: si tratta di Yaroslav Sumbaev, proprietario di un negozio illegale di narcotici sul dark web. Evgenia aveva indagato su di lui: l'uomo in precedenza aveva già cercato di assassinarla. Ad Abdulazizov, Sumbaev aveva promesso una ricompensa di poco più di 12mila euro, ma alla fine gliene aveva dati solo 5mila in bitcoin.

«Mi ha detto che era una donna cattiva» ha raccontato Abdulazizov agli investigatori. Per lui, adesso, si sono aperte le porte del carcere dopo una condanna a 14 anni di detenzione.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA