Vaccino in vendita a mille dollari sul dark web, allarme della polizia postale: «Truffe e dosi contraffatte»

Vaccino in vendita a mille dollari sul dark web, i controlli della Polizia postale «non si sa cosa possano contenere queste dosi»
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Lunedì 28 Dicembre 2020, 18:28 - Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 14:30

La Polizia Postale sta monitorando in queste settimane le truffe sul dark web che riguardano dosi di vaccino vendute illegalmente. E dalle polizie straniere arrivano anche segnalazioni di vendita di dosi contraffatte. Fenomeno ancora più pericoloso. «Abbiamo visto che sul dark web ci sono offerte di vendita di vaccini e stiamo monitorando attentamente - spiega all'Adnkronos il direttore del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni, Nunzia Ciardi - Un fenomeno che balza agli occhi sotto il profilo della truffa. In sintesi chi acquista e paga queste dosi poi non si vede recapitare nulla».

«Vengono proposte dosi di vaccino a vari prezzi, fino a 1.000 dollari per una dose. Poi per contrattare ci si sposta sulle app di messaggistica». Le indagini sul dark web sono molto complesse, spiega Ciardi, «non è semplice infatti individuare chi propone la vendita, visto che queste zone del web sono caratterizzate da un anonimato molto spiccato». «Inoltre - sottolinea Ciardi - ci sono arrivate segnalazioni da qualche polizia straniera su vaccini contraffatti, anche se non siamo a conoscenza di sottrazioni alle aziende produttrici. Se ne deduce che in questo caso il rischio è ancora maggiore, perché non si sa cosa possano contenere queste dosi».

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Il direttore della Polizia Postale rivolge quindi un appello ai cittadini. «Ricordiamo a tutti che il vaccino è gratuito e che ci si deve affidare solo a circuiti ufficiali - dice Ciardi - I cittadini non devono rivolgersi a canali pericolosi come il dark web. Si rischia nella migliore delle ipotesi di cadere in una trappola». Ciardi sottolinea poi che, a prescindere dai vaccini, «c'è un fenomeno pandemico dei cyber reatì, ovvero un aumento del numero dei reati informatici che è un effetto collaterale ulteriore della pandemia». «Il web in questo momento è per la criminalità l'unico terreno favorevole - spiega - La percentuale di incremento dei reati sul web nei primi 11 mesi del 2020 è di oltre il 400%. I nostri dati sono quelli che in assoluto registrano una crescita maggiore ma ciò che è veramente preoccupante non è la crescita quanto la dimensione della crescita».

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