Liz Truss: «Affronterò crisi energetica causata da Putin, Regno Unito presto fuori dalla tempesta»

Truss ha riconosciuto i tempi difficili che il Paese - minacciato da venti di recessione - ha dinanzi, ma ha insistito sulla volontà e possibilità di uscirne

Liz Truss: «Porterò il Regno Unito fuori dalla tempesta». Biden: impaziente di cooperare
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Martedì 6 Settembre 2022, 18:35 - Ultimo aggiornamento: 20:19

Addio a Boris Johnson, a Downing Street inizia la stagione di Liz Truss: primo ministro numero 15 nei 70 anni di regno da record della 96enne regina Elisabetta, quarto capo di governo conservatore di fila dal 2010 a oggi e terzo leader donna nella storia britannica dopo Margaret Thatcher e Theresa May. Un'era che sorge sotto venti di «tempesta», come lei stessa riconosce: fra recessione incombente, inflazione in ascesa, proteste sociali, crisi energetica e caro bollette aggravati dai contraccolpi della guerra in Ucraina e dalle sanzioni anti-russe, effetti del dopo Covid e del dopo Brexit, turbolenze politiche interne tutte da risolvere. Problemi che peraltro s'impegna ad affrontare e superare assieme al popolo dell'isola.

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Kwarteng cancelliere dello Scacchiere

È Kwasi Kwarteng, 47enne e coetaneo della neo premier, la prima scelta per il nuovo governo Tory. Kwarteng, economista di idee liberiste ed esponente brexiteer figlio di genitori originari del Ghana, è stato indicato come nuovo cancelliere dello Scacchiere, ossia responsabile del dicastero che controlla il Tesoro, le Finanze e il Bilancio nel Regno Unito. Sotto Boris Johnson era stato ministro delle Attività Produttive.

Liz Truss, il discorso da premier 

Il passaggio di consegne si è consumato per la prima volta nella residenza reale scozzese di Balmoral, a mille chilometri da Londra, da dove la matriarca di casa Windsor non ha potuto spostarsi per un viaggio ad hoc causa raccomandazione medica. Ma dove comunque ha accolto in rapida successione i due ospiti, presiedendo con tempra inossidabile, un sorriso sulle labbra e in condizioni almeno discrete, seppur costretta ad appoggiarsi a un bastone per gli ormai noti «problemi di mobilità», all'ennesimo cambio della guardia.

Tutto si è svolto secondo tradizione, con tanto di «baciamano» alla monarca (ridimensionato in effetti ormai a inchino con stretta di mani). La sovrana ha dapprima accettato «graziosamente» le dimissioni anticipate offerte obtorto collo da BoJo a 3 anni dal trionfo elettorale del 2019; quindi ha ricevuto Truss - accompagnata dal quasi invisibile consorte Hugh ÒLeary, l'uomo che nel 2015 seppe perdonarle un tradimento e un anno d'abbandono - per «invitarla» a formare il nuovo gabinetto. Gabinetto che la 47enne ministra degli Esteri uscente ha iniziato a costituire a partire dalle caselle più importanti al ritorno a Londra.

 

 

Gli scenari

Dopo aver preso possesso di quella residenza di Downing Street da cui Johnson s'era congedato di prima mattina, con al fianco la first lady Carrie, non senza rivendicare ancora una volta con accenti di recriminazione il lavoro svolto; dirsi «fiero» dei risultati raggiunti sull'attuazione della Brexit, la campagna vaccinale anti Covid, la disoccupazione ai minimi storici o il sostegno in prima fila all'Ucraina contro «i ricatti di Vladimir Putin»; e paragonarsi a Cincinnato, figura passata alla storia per essere stata richiamata al potere nell'Antica Roma, come a lasciar balenare un possibile ritorno in sella in futuro a dispetto dell'impegno a garantire il massimo sostegno all'erede. Per ora, in ogni modo, tocca a Truss. La cui squadra, al netto del tributo reso al predecessore come un primo ministro fra i più «importanti della storia», si preannuncia rinnovata: a più forte impronta liberista, ma anche con un inedito tandem tutto femminile al vertice e volti di neo-conservatori figli di minoranze etniche su varie poltrone chiave.

Nel primo discorso all'ombra del portoncino contrassegnato dal numero 10, dopo aver ricevuto i codici segreti di quel deterrente nucleare che in un comizio estivo non ha esitato a dirsi pronta a usare in caso di estrema necessità, la neoleader - preceduta da un acquazzone inquietante, per chi crede ai segni del destino, e in attesa di un primo contatto col grande alleato americano Joe Biden dopo gli auguri di rito - ha intanto ribadito i toni d'un programma ispirato ideologicamente sulla carta agli slogan da Lady di Ferro che furono della Thatcher: a partire dalla conferma della linea dura nei confronti di Mosca, in risposta alle parole con cui il ministro degli Esteri di Putin, Serghei Lavrov, l'ha accusata d'essere aggressiva solo perché inadeguata di fronte all'asserita perdita d'influenza dell'ex impero britannico.

Ma soprattutto ha evocato la vera emergenza del momento, quella economica ed energetica imputata alla «guerra di aggressione della Russia», annunciando entro questa settimana - prima delle promesse sui tagli di tasse, sul rilancio della sanità e delle infrastrutture, sui «coraggiosi programmi» per la modernizzazione del Paese - i contenuti di un immediato piano ad hoc (vitale per la sua stessa sopravvivenza politica) che indiscrezioni alla mano prevede il congelamento delle bollette a carico delle famiglie per almeno 18 mesi; con sussidi e stanziamenti pubblici che in barba al thatcherismo potrebbero costare fino a 100 miliardi di sterline. Il suo mandato debutta d'altronde senza alcuna luna di miele in vista, segnato da una prima giornata grigia e tempestosa, neanche a farlo apposta. E persino dai capricci dell'orologio di Westminster, il fatidico Big Ben, fermatosi ieri per un pò sull'orario sbagliato come in una sorta di cattivo presagio.

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