LA DIRETTA

Guerra, diretta. Mosca: Kiev oltre nostre linee di difesa a Kherson. Svezia: «Nord Stream, falla aumentata, fuga di gas continua»

Guerra, diretta

L'ammissione di Mosca: «Kiev oltre nostre linee di difesa a Kherson»

L'esercito ucraino «con le sue soverchianti unità blindate» è riuscito a «penetrare le linee della nostra difesa» nell'area dei villaggi di Zolota Balka e Oleksandrivka nella regione meridionale di Kherson, appena annessa da Mosca. Lo ha ammesso il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, citato dalla Tass, dopo che Kiev aveva rivendicato ulteriori avanzate nel sud. «Le truppe russe hanno preso il controllo di una frontiera difensiva preparata in anticipo e continuano a infliggere pesanti danni al nemico con la loro potenza di fuoco», ha aggiunto il portavoce di Mosca.

Usa: «Nord Stream, ci vorrà tempo per capire cosa è successo»

«Sul gasdotto Nord Stream c'è un'indagine in corso, ci vorrà del tempo per capire cosa è successo, il presidente viene aggiornato quotidianamente su questo e altre questioni estere». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, in un briefing con la stampa a bordo dell'Air Force One che sta portando Joe Biden a Puerto Rico.

Zaporizhzhia, rilasciato il direttore della centrale nucleare

Il direttore della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia Ihor Murashov è stato rilasciato dalle forze russe che lo avevano rapito nei giorni scorsi, ha reso noto il direttore dell'Aiea, Mariano Grossi. «Ho ricevuto la conferma che Murashov è tornato senza rischi alla sua famiglia», ha scritto Grossi in un tweet.

L'ambasciatore Razov respinge le posizioni italiane

Nel corso del colloquio di stamattina alla Farnesina, l'ambasciatore russo Sergey Razov «ha respinto categoricamente le dichiarazioni della parte italiana e ha esposto le sue posizioni in merito alle questioni che sono state toccate nello spirito di quanto disposto dal discorso del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin nella Sala di San Giorgio del Gran Palazzo del Cremlino il 30 settembre». Lo fa sapere l'ambasciata russa a Roma in una nota.

Nord Stream, Svezia: fuga di gas non si è mai fermata

La Guardia Costiera svedese ha dichiarato che una perdita dal gasdotto Nord Stream 2 non si è fermata ma è invece cresciuta di dimensioni, secondo le autorità svedesi. Dopo un sorvolo sui punti di fuoriuscita effettuato stamattina la perdita dal Nord Stream 1 non era più visibile e quindi si poteva dire che si era fermata. Tuttavia, «quella più piccola proveniente da Nord Stream 2 è invece leggermente più grande di ieri» e misura circa 30 metri di diametro, ha dichiarato la guardia costiera, come riporta Cnn. L'annuncio della guardia costiera è arrivato dopo che Gazprom ha dichiarato che tutte le perdite erano state fermate.

Ucraina, alto esponente museo Hermitage lascia la Russia

«Non voglio avere nulla in comune con la Russia di oggi». Con queste parole, uno dei principali funzionari dell'Hermitage di San Pietroburgo, ha annunciato su Instagram di essersi dimesso dall'incarico e di aver lasciato il paese. A sbattere la porta, dopo 22 anni di lavoro in uno dei maggiori musei del mondo, è stato Dmitry Ozerkov, curatore del dipartimento di arte contemporanea, riferisce Moscow Times. Ozerkov era anche direttore di «project Hermitage 20/21. Un »progetto potente«, ha scritto nel suo post, che si basava »sul dialogo e il mutuo rispetto per le lingue e le culture«. Ma dopo l'inizio della guerra, ha proseguito, »dialogo e rispetto hanno cessato di avere ogni significato in Russia, le notizie sono state sostituite dalla propaganda che non dice nulla sulle accuse alle forze armate russe di aver compiuto numerosi crimini contro la popolazione civile. Come cittadino russo affermo che questa vergogna è anche colpa mia«. Ozerkov ha precisato di non aver più partecipato da marzo alle attività del museo e di aver lasciato gli altri quattro incarichi che aveva in istituzioni culturali di San Pietroburgo.

Cremlino: Su Nord Stream Occidente isterico

«È possibile ripristinare il Nord Stream, bisogna farlo, ma non è ancora chiaro stabilire quanto tempo servirà per essere ripristinato». Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, citato da Interfax, parlando delle perdite di gas da gasdotti Nord Stream 1 e 2 sul Mar Baltico. «Dobbiamo ancora esaminare queste aree e capire cosa c’è laggiù, in fondo, per capire l’entità del disastro», ha aggiunto Peskov.

«Non è chiaro su quale tipo di cooperazione internazionale in questa situazione possiamo contare, vista la posizione istericamente antagonista dell’intero Occidente nei confronti del nostro Paese», ha aggiunto. 

Farnesina all'ambasciatore russo: minaccia nucleare mina sicurezza globale

Il Segretario Generale della Farnesina, Ambasciatore Ettore Francesco Sequi, ha convocato questa mattina al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale l'Ambasciatore russo Sergey Razov, nel contesto di un'azione coordinata con i partner dell'Unione Europea. L'Ambasciatore Sequi - si legge nella nota della Farnesina - ha innanzitutto espresso la più ferma condanna dell'Italia per i referendum farsa, illegalmente condotti dalla Federazione Russa per annettere i territori occupati nelle regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhia. Il Segretario Generale della Farnesina ha in seguito esortato le autorità russe a revocare tali atti illeciti, il cui esito l'Italia non intende riconoscere, e a ritirare immediatamente, completamente e senza condizioni le forze russe dal territorio ucraino. La minaccia di impiegare armi nucleari, le gravissime violazioni dei principi e delle regole della Carta delle Nazioni Unite minano gravemente la sicurezza globale. L'Ambasciatore Sequi ha quindi confermato la determinazione italiana ed europea ad aumentare la pressione nei confronti della Federazione russa affinché cessi l'aggressione, ribadendo il sostegno dell'Italia alla piena sovranità, indipendenza ed integrità territoriale dell'Ucraina. 

Kadyrov manda al fronte i tre figli minorenni

Il Presidente della Cecenia Ramzan Kadyrov ha annunciato di aver inviato al fronte in Ucraina i suoi tre figli maschi minorenni. Akhmat, 14 anni, Eli, 15, e Adam, 16, «sono pronti a mostrare le loro capacità nel territorio dell'operazione militare speciale», ha scritto. «Non sto scherzando. È arrivato il momento che dimostrino quanto valgono in battaglia. Sostengo la loro ambizione», ha aggiunto dopo l'annuncio, il mese scorso, della mobilitazione parziale da parte del Presidente Putin.

Bombe russe su Zaporizhzhia nella notte, ci sono vittime

Le forze russe hanno lanciato la notte scorsa un attacco missilistico contro la città di Zaporizhzhia, nell'Ucraina meridionale: alcune infrastrutture sono state distrutte e ci sono vittime. Lo hanno reso noto su Telegram il capo dell'amministrazione militare dell'omonima regione, Oleksandr Starukh, e il portavoce del Consiglio comunale della città, Anatolii Kurtieve. Lo riporta la Ukrainska Pravda. «Il nemico ha lanciato un attacco missilistico sul centro dell'Oblast (la città di Zaporizhzhia, ndr). Si stanno raccogliendo informazioni sui danni e sulle vittime», ha scritto Starukh. Da parte sua, Kurtiev ha aggiunto che alcune infrastrutture della città sono state distrutte e ci sono vittime.

Kiev: riconquista Lyman è chiave per progressi nel Lugansk

Il controllo della città di Lyman da parte delle forze di Kiev potrebbe rivelarsi un «fattore chiave» per aiutare l'Ucraina a recuperare il territorio perduto nella vicina regione di Lugansk: lo ha detto il governatore del Lugansk, Serhiy Gaidai, secondo quanto riporta il Guardian.

 

La riconquista di Lyman, ha sottolineato Gaidai, rappresenta la più grande perdita sul campo subita dalla Russia dopo la fulminea controffensiva ucraina nella regione nord-orientale di Kharkiv il mese scorso. Le forze russe, ha ricordato il governatore, avevano catturato Lyman a maggio e la usavano come centro logistico e di trasporto per le operazioni nel nord della regione di Donetsk. Secondo il ministero della Difesa britannico l'importanza strategica di Lyman è dovuta alla sua posizione di comando su un ponte stradale sul fiume Siverskyi Donets, dietro il quale la Russia sta cercando di consolidare le proprie difese.

L'ex capo della Cia Petraeus: Se Putin usa il nucleare elimineremo forze russe in Ucraina

Gli Stati Uniti, insieme agli alleati della Nato, «eliminerebbero» le forze russe in Ucraina se il presidente russo Vladimir Putin decidesse di usare armi nucleari in Ucraina. Ad affermarlo intervenendo ad Abc è il generale in pensione ed ex capo della Cia, David Petraeus. Per Petraeus le potenze occidentali devono prendere sul serio le minacce alle armi nucleari della Russia.

Armi nucleari tattiche, cosa sono e perché preoccupano: Putin ha più testate di tutta la Nato messa insieme

«Solo per darvi un'ipotesi» nel caso «penso che risponderemmo eliminando ogni forza convenzionale russa che possiamo vedere e identificare sul campo di battaglia in Ucraina e anche in Crimea e ogni nave nel Mar Nero», ha spiegato Petraeus. Un attacco nucleare «non potrebbe rimanere senza risposta. Ma non deve essere per forza una risposta maggiore: non è nucleare per il nucleare. Non si vuole, di nuovo, entrare in un'escalation nucleare ma devi dimostrare che questo non può essere accettato in alcun modo».

Mentre in Russia si ratificano le annessioni delle 4 regioni dell'Ucraina nelle quali si sono svolti i referendum, sembra che la débacle russa sul fronte sia ormai conclamata, con la riconquista da parte di Kiev della città di Lyman. Intanto lo spettro del nucleare continua ad aleggiare: sul caso interviene l'ex capo della Cia David Petraeus.

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