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Attacco nucleare, Kim Jong-un torna a minacciare Corea del Sud e Usa: «Battere gli imperialisti»

Il Paese si prepara a eseguire il suo settimo test atomico

Attacco nucleare, Kim Jong-un torna a minacciare Corea del Sud e Usa: «Battere gli imperialisti»
4 Minuti di Lettura
Giovedì 28 Luglio 2022, 20:13 - Ultimo aggiornamento: 20:27

Sono passati 69 anni dall'armistizio che decretò la fine della Guerra di Corea e il leader nordcoreano Kim Jong-un "festeggia" con una minaccia nucleare. Kim è pronto a mobilitare il deterrente nucleare minacciando di «eliminare» la Corea del Sud e dicendosi pronto a combattere qualsiasi battaglia con gli Stati Uniti, tra i temuti segnali che il Paese eremita si stia preparando a condurre il suo settimo test atomico, il primo dal 2017. Mettendo in guardia contro qualsiasi tentativo della Corea del Sud di lanciare un attacco preventivo, Kim ha accusato gli Stati Uniti di «demonizzare» il Nord per giustificare le sue politiche ostili e ha additato le esercitazioni militari congiunte Usa-Corea del Sud, considerate la prova dei «doppi standard» americani applicati.

Alle commemorazioni del 27 luglio per il 69/mo anniversario dell'armistizio che pose fine alla Guerra di Corea del 1950-53, parte della "Giornata della Vittoria", il leader ha denunciato l'amministrazione del presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol, assicurando che qualsiasi suo tentativo di neutralizzare il Nord troverebbe «una risposta severa e l'annientamento», ha riferito l'agenzia ufficiale Kcna. Facendo la sua prima apparizione in pubblico in quasi tre settimane, Kim ha lanciato uno dei suoi più forti attacchi retorici contro Seul citando per la prima volta il presidente conservatore Yoon insediatosi lo scorso 10 maggio con la promessa di una linea dura verso Pyongyang, pur dicendo di voler tenere la porta aperta al dialogo.

L'attacco a Yoon e ai suoi «teppisti militari» è di «aver trascinato la situazione nella penisola coreana sull'orlo della guerra, in un'atroce politica di confronto» che nessun'altra amministrazione di Seul ha mai attuato. La Corea del Sud ha espresso profondo rammarico per le osservazioni di Kim, precisando che «il governo è pienamente preparato a rispondere a qualsiasi provocazione del Nord in modo forte ed efficiente e a garantire la difesa nazionale e la sicurezza delle persone sulla base di una salda alleanza tra Corea del Sud e Stati Uniti», ha detto in un briefing il portavoce presidenziale Kang In-sun.

Seul «vorrebbe esortare Pyongyang a sedersi al tavolo del dialogo per passi pratici verso la denuclearizzazione e la risoluzione della pace». Kim ha criticato gli «imperialisti» statunitensi e ha affermato che se Washington «continua a violare gravemente la nostra sicurezza e i nostri interessi fondamentali, inevitabilmente dovrà affrontare maggiori ansia e crisi». Il leader nordcoreano ha lamentato che «gli imperialisti americani stanno spingendo le autorità sudcoreane in uno scontro suicida» con il Nord. «Ancora una volta - ha rimarcato - chiarisco che la Corea del Nord è completamente pronta per qualsiasi confronto militare con gli Usa». Pyongyang negli ultimi mesi ha testato missili ipersonici e vettori che potrebbero trasportare armi nucleari tattiche di precisione, creando allarme al Sud perché in grado di ridurre i margini di reazione militare in caso di attacco. Nel suo discorso, Kim non ha toccato le prospettive del settimo test nucleare tra i sospetti crescenti di preparativi ultimati: se effettuato, le tensioni regionali e nella penisola coreana tornerebbero a salire a nuovi livelli di guardia.

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