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Putin sfida l'Occidente: «Vogliono sconfiggerci in battaglia? Ci provino. In Ucraina abbiamo appena iniziato»

«Coloro che rifiutano di trattare devono sapere che più andremo avanti, più sarà difficile per loro negoziare con noi»

Putin sfida l'Occidente: «Voglio sconfiggerci sul campo di battaglia? Ci provino. In Ucraina abbiamo appena iniziato»
5 Minuti di Lettura
Giovedì 7 Luglio 2022, 20:12 - Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 08:52

Putin torna a sfidare l'Occidente e rilancia l'azione militare in Ucraina dove sostiene di non aver ancora iniziato. «Oggi sentiamo dire che vogliono sconfiggerci sul campo di battaglia. Che dire, che ci provino. Abbiamo sentito molte volte che l'Occidente vuole combatterci fino all'ultimo ucraino. È una tragedia per il popolo ucraino, ma sembra che tutto vada in questa direzione». Ha dichiarato Putin in un incontro con la leadership della Duma di Stato, come riportano le agenzie russe. «Da decenni l'Occidente agisce in modo estremamente aggressivo verso la Russia», ha aggiunto. Il leader russo ha poi sottolineato che «l'Occidente non sarà in grado di seminare discordia e provocare il caos in Russia» e che le autorità russe «sono in grado di ridurre al minimo le conseguenze delle sanzioni illegali occidentali».

«In Ucraina non abbiamo ancora iniziato»

«Tutti devono sapere che in linea di massima non abbiamo ancora iniziato nulla di serio in Ucraina. Allo stesso tempo, non rifiutiamo nemmeno di tenere colloqui di pace. Ma coloro che rifiutano devono sapere che più andremo avanti, più sarà difficile per loro negoziare con noi». Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in un incontro con i leader della Duma di Stato, come riporta Interfax.

 

Gelo con Lavrov, leader G7 disertano cena del G20

Paesi del G7 hanno saltato la cena di gala della ministeriale degli Esteri del G20 di Bali, in Indonesia, per evitare l'incrocio con il capo della diplomazia russa Serghei Lavrov e per manifestare il massimo disappunto di fronte all'aggressione militare di Mosca ai danni dell'Ucraina. La ministra degli Esteri Retno Marsudi, che ha fatto gli onori di casa, ha detto ai media che i Sette Grandi avevano comunicato in anticipo all'Indonesia i piani, aggiungendo di poter «capire le loro posizioni» e di voler creare una «atmosfera confortevole per tutti». La gestione difficile della presidenza di turno di Giakarta del G20, viste le posizioni in campo, è emersa in tutta la sua chiarezza nella località turistica di Nusa Dua, dove l'attenzione è stata subito catalizzata dalla crisi in Ucraina e dalla presenza di Lavrov, al suo primo incontro multilaterale dallo scoppio della guerra di fine febbraio al quale partecipano i ministri degli Esteri del G7 (Usa, Giappone, Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Canada, più l'Ue), il gruppo dei Paesi più sviluppati che ha condannato il Cremlino con pesanti sanzioni. Le speranze di un fronte occidentale unito contro Mosca sono state scosse dalla partenza anticipata che la ministra britannica Liz Truss, secondo alcuni media, avrebbe deciso a causa delle dimissioni preannunciate dal premier Boris Johnson. Escluso dal Dipartimento di Stato americano un bilaterale con Antony Blinken giunto in tarda serata a Bali, Lavrov, alla ricerche di sponde insieme a Pechino con i Paesi non allineati all'Occidente, ha avuto subito un faccia a faccia con l'omologo cinese Wang Yi nel quale, secondo la lettura russa, entrambi hanno espresso la volontà di rafforzare il coordinamento sulle questioni internazionali, a maggiore ragione in un periodo di forti turbolenze. Pechino non ha condannato finora l'azione di Mosca contro l'Ucraina, esprimendo al contrario sostegno ed addebitando l'origine della crisi a Usa e Nato. Lavrov ha informato Wang «dell'attuazione delle principali missioni dell' operazione militare speciale» in Ucraina e ha ribadito la retorica di Mosca secondo cui lo scopo della missione è «denazificare» il Paese, secondo una nota del ministero degli Esteri russo. Entrambe le parti, inoltre, «hanno sottolineato la natura inaccettabile delle sanzioni unilaterali adottate eludendo l'Onu». Wang ha già visto varie controparti, tra cui India (esprimendo opposizione al tentativo di accostare il caso Ucraina a Taiwan), Argentina e Ue, ma ovviamente c'è molta attesa sul bilaterale in programma con Blinken, nel mezzo dei dossier pesanti pendenti sia tra i due Paesi sia sul fronte multilaterale. Nell'agenda di Bali le discussioni di venerdì, la giornata clou del vertice, si incentreranno sulla crisi alimentare, le tensioni sull'energia (con una parte dedicata alla diversificazione delle fonti) e le altre sfide legate all'aggressione russa, oltre che sulla cooperazione per far fronte all'aumento dell'inflazione globale ed evitare una pericolosa recessione. Per l'Italia, il ministro Luigi Di Maio prenderà parte alle due sessioni di lavoro della Ministeriale: la prima, in mattinata, sarà dedicata in particolare al rafforzamento del multilateralismo - pilastro della politica estera italiana - per un ordine mondiale basato su regole chiare e centrato sul sistema delle Nazioni Unite. La presidenza di turno indonesiana potrebbe rilasciare una dichiarazione a fine vertice, ma è difficile che venga approvato un documento congiunto per le tensioni sull'Ucraina. È ragionevole pensare che i ministri degli Esteri delle nazioni occidentali possano abbandonare la sala dei lavori quando Lavrov prenderà la parola, così come è già avvenuto al G20 Finanze di Washington. L'esito della ministeriale avrà ripercussioni sul summit dei leader del G20 di novembre, condizionando anche le decisioni sulla presenza in persona. A cominciare da quella del leader russo, Vladimir Putin, già al centro delle polemiche.

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