Artisti contro la guerra alla Biennale di Venezia: nasce Piazza Ucraina, installazione con un monumento ricoperto di sacchi di sabbia

Borys Filonenko, Lizaveta German, Maria Lanko, i curatori del Padiglione dell Ucraina
di Simona Antonucci
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Venerdì 15 Aprile 2022, 20:21

Attorno a un monumento ricoperto da sacchi di sabbia, riferimento alla pratica diffusa in tempi di guerra nelle città ucraine per proteggere l'arte pubblica dai bombardamenti, nasce alla Biennale di Venezia Piazza Ucraina, un'installazione nello Spazio Esedra dei Giardini della Biennale, a cura di Borys Filonenko, Lizaveta German, Maria Lanko, i curatori del Padiglione dell’Ucraina per Biennale Arte che inaugura il prossimo 23 aprile: Il latte dei sogni, a cura di Cecilia Alemani (fino al 27 novembre).

Un progetto speciale che inaugura in occasione della 59esima Esposizione Internazionale d'Arte per dar voce agli artisti e alla comunità artistica dell’Ucraina e degli altri paesi ed esprimere solidarietà con la popolazione ucraina all’indomani della brutale invasione da parte del governo russo. Ma anche uno spazio che possa essere luogo di dibattito, dialogo e sostegno alla cultura ucraina.

«Lo spazio della Piazza, creato dall'artista e architetta Dana Kosmina, attorno a un monumento ricoperto di sachi di sabbia», spiegano i curatori, «incarna l’equilibrio tra stabilità e fluidità. Questo luogo possiede un centro e una struttura classica, pur essendo un'esposizione in continuo mutamento, in cui i poster si stratificano e il dibattito sulla situazione di emergenza mondiale, precedente e successiva al conflitto, viene continuativamente messa in evidenza».

IL PRESIDENTE CICUTTO

«Ci auguriamo che questa iniziativa contribuisca ad accrescere la consapevolezza nel mondo contro la guerra e tutte le sue conseguenze», ha spiegato il Presidente della Biennale, Roberto Cicutto, «Da settembre a novembre del 2020 La Biennale di Venezia ha presentato la mostra intitolata Le muse inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla storia nel Padiglione Centrale ai Giardini, con l’intento di evidenziare i momenti in cui gli eventi della storia hanno fatto irruzione nell'esposizione d’arte più importante del mondo. Purtroppo non si è trattato di casi isolati: la 59. Esposizione curata da Cecilia Alemani si trova ora di fronte all’aggressione della Russia contro l’Ucraina. La nostra reazione è stata immediata: la nostra Istituzione ha dato sostegno all’artista e ai curatori offrendo loro la possibilità di presentare l’opera di Pavlo Makov, rendendoci tutti testimoni della loro esperienza. Per riconfermare la collaborazione tra la nostra istituzione e le istituzioni ucraine, Cecilia Alemani e i Curatori del Padiglione dell’Ucraina hanno unito i loro sforzi progettando ”Piazza Ucraina”, uno spazio dedicato agli artisti ucraini e alla loro resistenza all’aggressione»

LA CURATRICE CECILIA ALEMANI

«In tempi di guerre brutali come quella che attualmente sta vivendo l’Ucraina», commenta Cecilia Alemani, «sembra quasi impossibile pensare all'arte. Ma forse quello che la lunga storia della Biennale ci ha insegnato è che questa istituzione è in grado di essere uno spazio di conversazione, una piazza in cui il dialogo può andare avanti e in cui l’arte può fungere da strumento per mettere in discussione la nozione stessa d’identità nazionale e la politica. Nei suoi 127 anni di esistenza La Biennale ha registrato le scosse e le rivoluzioni della storia come un sismografo. La nostra speranza è di creare con Piazza Ucraina una piattaforma di solidarietà per la popolazione ucraina sul suolo dei Giardini, fra i padiglioni storici costruiti sulla base ideologica dello Stato-nazione, modellata dalle dinamiche geopolitiche e dalle espansioni coloniali del ventesimo secolo».

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