Afghanistan, Biden pubblica foto della videoconferenza con l'Intelligence. È bufera: «Svelata l'identità degli agenti»

Afganistan, Biden su Twitter mostra la videoconferenza con l'Intelligence. È bufera: «Svelata l'identità degli agenti»
di Riccardo De Palo
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Lunedì 16 Agosto 2021, 20:41

La Casa Bianca ha diffuso una foto su Twitter del presidente Joe Biden, durante una riunione online con i suoi responsabili dei servizi segreti, in cui si vedevano chiaramente i volti delle persone che venivano interpellate (oltre alla vicepresidente Kamala Harris, anche agenti della Cia e altri funzionari non specificati di stanza a Doha, nel Qatar). La foto è stata scattata dal fotografo del presidente, e poi postata sui social. Ma molti, su Twitter, hanno espresso critiche pesanti: se si tratta di agenti sotto copertura, che necessitano dell’incolumità per poter operare, perché le loro facce, ben visibili, sono state mostrate sullo schermo?

La polemica su Twitter

Un utente ha chiesto: «Ma davvero lei, signor presidente, sta mostrando le centrali della Cia e di Doha»?  Altri hanno accusato Biden di avere messo a rischio la Cia “identificando” alcuni agenti.  Altri invece hanno difeso il presidente, escludendo che possa essere stata commessa una leggerezza del genere. Ma, in mancanza di una smentita ufficiale, il dubbio a molti rimane. 

Dall'11 settembre al Ferragosto di Kabul

Biden in questi giorni è stato criticato sia da destra che da sinistra, per il ritiro dall’Afghanistan che sta lasciando i suoi cittadini in balia dei talebani. Ma va fatta chiarezza sugli eventi, e sgombrare il campo dalle fake news. Da poco meno di vent’anni, all’indomani dell’11 settembre, gli Usa hanno mosso guerra ai talebani per rispondere all’attacco alla due Torri che causò quasi tremila morti.  Certo, si parlava anche - tra le ragioni della guerra -  della necessità di salvare la popolazione (soprattutto le donne) da un regime oscurantista e di stampo medievale. Ma questa era, in gran parte, propaganda. La ragione principale era colpire i centri del terrore di Al Qaeda che aveva organizzato il triplice dirottamente aereo, e il suo capo Osama bin Laden. 

Secondo l’accordo stipulato dall’ex presidente Donald Trump - che oggi chiede le dimissioni di Biden - le truppe americane avrebbero dovuto ritirarsi lo scorso primo maggio. Il suo successore ha soltanto ritardato l’effettivo ritiro. Il fallimento dell’intervento internazionale Nato (e quindi anche italiano) è stato strategico e culturale. L’America non è stata capace di comprendere la cultura afgana, e quindi di rendere comprensibili i propri obiettivi sociali: imporre la democrazia e i diritti umani. Questo ha fatto sì che gli Usa venissero visti, soprattutto nelle zone più arretrate e rurali, come una forza di occupazione. Ecco perché i talebani hanno potuto occupare tutto il Paese in pochi giorni, quasi senza sparare un colpo.

Lo stesso Biden è stato accusato di seguire le operazioni “in vacanza”. In realtà era nella residenza estiva di Camp David. E ha soltanto confermato una (pessima) decisione presa prima di lui.

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