Sindaco o sindaca? Magistrato o magistrata? Per l'Accademia della Crusca il linguaggio è motore del cambiamento

Mercoledì 15 Maggio 2019
Nicoletta Maraschio, presidente emerita dell'Accademia della Crusca
Magistrata o magistrato? Sindaca o sindaco? «La parola permette alle donne di uscire dall'oscurità secolare». Nicoletta Maraschio, presidente emerita dell'Accademia della Crusca, racconta i traguardi ma anche le resistenze che accompagnano la rivoluzione mediatica impressa dal linguaggio di genere. Ospite del doppio appuntamento del corso di formazione promosso da Giulia Giornaliste Sardegna e dall'Ordine regionale dei giornalisti a Sassari e a Cagliari, il 16 e 17 maggio, Maraschio aprirà una finestra sulla lingua italiana e offrirà nuovi spunti ai relatori - docenti ed esperti in materia - per capire come superare gli ostacoli e le discriminazioni che si nascondo dietro l'uso di parole errate. 

«C'è una ironia diffusa e una scarsa consapevolezza sulla corretta declinazione al femminile dei ruoli - spiega la presidente emerita - Frutto di anacronismo e resistenza culturale. Eppure il linguaggio può essere motore del cambiamento». Per Maraschio il senso più profondo della parità sta nella differenza, nel riconoscimento della specificità delle donne anche attraverso il linguaggio.

«Un nostro sondaggio della Crusca ha messo in evidenza come le difficoltà ad accettare la declinazione femminile e le resistenze arrivino a volte anche dalle donne nel timore che coincida con una diminuzione di autorità». I casi più difficili riguardano parole come magistrata, architetta, ingegnera, mentre ministra e sindaca, grazie anche ai media sono entrate nel linguaggio comune.

La Crusca, considerata custode delle radici culturali e della grammatica italiana, si fa promotrice del linguaggio modellato sulla realtà. «Un autorevole sostenitore di questa salutare modernizzazione della lingua è stato Francesco Sabatini presidente della Crusca dal 2000 al 2008 - ricorda Maraschio - Tra i media mi piace citare l'ex direttore dell'Ansa Sergio Lepri. Grazie a lui l'Agenzia è stata pioniera nell'aprire la strada all'innovazione della lingua in armonia con il cambiamento della società».
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