L'ingegner Terrone fa causa alla Crusca: «Il mio nome non è un'offesa». La replica: «Che colpa abbiamo noi?»

L'ingegner Terrone fa causa alla Crusca: «Il mio nome non è un'offesa». La replica: «Che colpa abbiamo noi?»
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Venerdì 26 Febbraio 2021, 14:19

Chiamare un meridionale "terrone" con intenzione offensiva è sicuramente deprecabile, ma che responsabilità ne ha la Crusca? L'Accademia che sorveglia la lingua italiana risponde all'offensiva lanciata dall'ingegner Francesco Terrone, l'imprenditore campano che ha annunciato un'azione legale contro la stessa Crusca per l'uso discriminatorio del termine che coincide con il suo cognome. «È assurdo voler far pagare noi», ha commentato l'italianista Claudio Marazzini, presidente della più prestigiosa istituzione linguistica nazionale. «L'Accademia ha segnalato questo difetto, lo ha contestato, criticato, condannato, pur facendone, come è ovvio, la storia, perché la storia non si può cancellare».

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La vicenda

L'ingegner Terrone ha già presentato un atto di citazione in tribunale  chiedendo i danni morali e materiali per una scheda lessicale su "terrone" pubblicata sul suo sito internet. «È del tutto evidente che da parte nostra non c'è mai stato nessun intento discriminatorio e offensivo nel descrivere il significato della parola - spiega Marazzini - Anzi, fin dalle prime righe segnaliamo che questa parola ha assunto storicamente un valore discriminatorio da cui prendiamo le distanze». «La nostra voce lessicale non ha difetti», ribadisce il presidente dell'Accademia della Crusca adesso alle prese con la necessità comunque di chiedere un parere legale. «In prima battuta ci rivolgeremo all'Avvocatura dello Stato essendo la nostra un'istituzione di diritto pubblico». Potrebbe essere valutata anche l'ipotesi di un accordo extra giudiziale per evitare di arrivare in tribunale, magari aggiungendo un commento da parte di Francesco Terrone interessato alla questione sotto alla voce nel sito internet. E comunque la Crusca si appresta anche a scrivere una memoria difensiva in vista dell'udienza del prossimo settembre al Tribunale civile di Nocera Inferiore (Salerno). Anche se, osserva Marazzini, resta da chiarire se questo sia davvero il foro competente per discutere l'atto di citazione, dal momento che l'Accademia ha sede a Firenze. 

Il dibattio

«Noi riteniamo che una causa civile contro l'Accademia della Crusca non abbia ragione di esistere, perchè insensata - osserva sempre Marazzini - Certo, quando ci si rivolge ai tribunali poi bisogna vedere come va a finire. Peraltro, nella voce stilata dalla Consulenza della Crusca che si pretende di incriminare c'è proprio un giudizio morale, che ne sottolinea l'uso offensivo e discriminatorio che ne è stato fatto».

Sotto accusa c'è il parere intitolato Da dove arriva questo terrone? pubblicato nel 2017 sulla pagina web della Crusca dopo che alcuni lettori avevano chiesto quale fosse l'origine della parola. La voce risulta firmata da Luca Lo Re, che all'epoca faceva parte della Redazione Consulenza Linguistica dell'Accademia della Crusca. «È una vicenda surreale - commenta infine Marazzini - Si cerca di far passare la Crusca come responsabile dell'uso distorto del termine terrone negli ultimi 150 anni di storia d'Italia. Dispiace ed amareggia che si cerchi visibilità, pubblicità ai danni dell'Accademia della Crusca. E non si capisce allora perchè il signor Francesco Terrone non faccia causa a tutte le case lessicografiche italiane, ai vocabolari che descrivono il significato delle parole anche quando queste possono risultare sgradevoli o offensive».

(Nella foto: l'ingegner Francesco Terrone)

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