SANREMO

Sanremo, all'Ariston il flash mob contro la violenza sulle donne

Martedì 4 Febbraio 2020 di Maria Lombardi
Sanremo, il flash mob contro la violenza sulle donne davanti all'Ariston

L'appuntamento è davanti all'Ariston, l'ultimo giorno del festival. «Perché Sanremo è Sanremo e il sessismo è il sessismo». Occhi velati e dito puntato, come le femministe cilene, le donne intenzionate a boicottare la kermesse della musica daranno vita al flash-mob che da Santiago ha fatto il giro delle piazze del mondo: “Un violador en tu camino".    

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«Y la culpa non era la mia, ni donde estaba ni como vestìa: el violador eres tu», intoneranno le manifestanti chiamate a raccolta davanti all'Ariston (sabato 8 febbraio alle 16,30) dal collettivo "Non una di meno" di Genova. La colpa non è mia, di come ero vestita e di dove mi trovavo, “el violador eres tu”, tu sei lo stupratore: la performance creata dal collettivo cileno LasTesis, ormai un inno contro la violenza, approderà all'Ariston (precisamente vicino alla statua di Mike) nella serata finale di un festival bersagliato da petizioni e inviti al boicottaggio. 

«Anche quest'anno il programma nazional-popolare per eccellenza veicola parole, immagini e messaggi di superiorità maschile, proponendo le donne come corpi bellissimi, affermate e competenti esclusivamente grazie alla presenza di un uomo (un fidanzato, un marito, un collega), o nel migliore dei casi, apprezzabili perché capaci di stare sempre un passo indietro rispetto a "grandi uomini"... tutto questo è inaccettabile!», scrivono le attiviste.

 

Il riferimento è alla contestatissima conferenza stampa in cui Amadeus ha presentato le donne che l'avrebbero affiancato nella conduzione, bellissime, appunto, e soprattutto “invisibili”. Lui ha detto di essere stato frainteso, ma questo non ha fermato la polemica e per giorni non s'è parlato di altro. Il «passo indietro» è diventato un tormentone e adesso è anche corto, un istant movie delle 3Matrioske, la regista Francesca Zanni e le due attrici Beatrice Fazi e Cristina Odasso. «Parlo tre lingue», e poi lauree, master e specializzazioni, un curriculum da paura, «ma non mi hanno presa...», la protagonista del corto si sfoga al telefono con la mamma. Una donna seduta accanto a lei su una panchina l'ascolta, è la consulente dell'agenzia "Un passo per donne troppo avanti" e suggerisce: «Ma ce l'ha messo nel curriculum bella prefenza? E poi la seconda laurea...è stata una grande cazzata prenderla». Le tre artiste seguiranno il festival e dopo ognuna delle cinque serate commenteranno quanto accade all'Ariston in un corto. 

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 E come se non bastasse  «il passo indietro», sono arrivate le polemiche per i testi di alcune vecchie canzoni del rapper Junior Cally: migliaia di firme e 27 petizioni per chiedere la sua esclusione dal festival. «In un mondo in cui le donne guadagnano meno dei colleghi uomini, subiscono ricatti, discriminazioni e molestie sul lavoro, in cui avviene un femminicidio ogni 72 ore, il servizio pubblico e il Festival della canzone italiana più popolare propongono un rapper che ha al suo "attivo" un brano che la violenza sulle donne non la cela ma la canta forte usando un linguaggio e contenuti che incitano allo stupro e al femminicidio. Tutto questo è il Festival di Sanremo!», si legge sulla pagina Facebook di “Non una di meno”. «Porteremo la potenza delle nostre voci e dei nostri corpi anche a Sanremo e il ritmo lo daremo noi! Non un passo indietro!».

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E non ci sta a passare per quella del «passo indietro» Francesca Sofia Novello, la fidanzata di Valentino Rossi. «In queste settimane sono stata bullizzata sui social dalle donne, molto spesso madri di famiglia, in un modo spietato, cattivo», ha detto in un'intervista a Vanity Fair. «Leggere commenti così cattivi e così frustrati mi ha fatto male.... Sono dalla parte delle donne da sempre. Quello che non si dice è che questo femminismo, in merito a questa faccenda, io l’ho sentito cattivo, completamente in contraddizione con quello che professa». 

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