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Choc a Treviso, nell'era del #Metoo una mostra riabilita i bordelli e il mestiere più antico del mondo

Sabato 24 Agosto 2019 di Franca Giansoldati
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Amara sorpresa: nell'era del #Metoo la città di Treviso sembra celebrare l'utilità dei bordelli, rispolverando la prostituzione. Il mestiere più antico del mondo è stato, infatti, inserito in una grande mostra cittadina (con il patrocinio comunale) dedicata agli antichi mestieri, come i maniscalchi, gli allevatori di bachi da seta, gli indoratori, i costruttori di britole e di coltellini. Di fatto il mestiere più antico del mondo che veniva praticato nei bordelli è stato riabilitato di colpo, messo sotto i riflettori e accostato ai lavori artigianali della tradizione popolare che stanno ormai scomparendo e che un tempo erano presenti sul territorio.

Chi lo avrebbe mai detto che l'attività che si svolgeva nelle case chiuse, messe fuori legge grazie alla senatrice Merlin nel lontano 1958, sarebbe stata al centro di una esposizione che verrà inaugurata dalle autorità locali, come se niente fosse? 

A Treviso nel week end del 31 agosto si terrà la Mostra degli Antichi Mestieri, un percorso espositivo che è stato costruito su varie proposte tematiche, una delle quali riguardanti la prostituzione, il mestiere narrato anche nella Bibbia in un passo in cui si parla della vergogna che provava la giovane Tamar. 

Il Gazzettino di Venezia ha descritto come è stata riprodotta una casa di tolleranza. Scenografie imponenti, fotografie, una ambientazione ostentata, tavolini e divanetti e persino la presenza di alcune ragazze. La celebrazione del boudoir. Naturalmente non sono mancate le polemiche per questa mostra. Pensare che nemmeno qualche mese fa c'è stato un importante pronunciamento della Corte Costituzionale che si è espressa per salvare la legge Merlin, e ribadire - ancora una volta - la sua validità. Visto che qualsiasi forma di prostituzione si pone in contrasto con la Costituzione. 

Ultimo aggiornamento: 18:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA