Gabriele Ciampi, fondatore della prima orchestra femminile: «La mia battaglia per le donne sul podio»

Sabato 1 Febbraio 2020 di Franca Giansoldati
Gabriele Ciampi, fondatore della prima orchestra femminile: «La mia battaglia per le donne sul podio»

La cosa buffa è che la musica è un sostantivo femminile anche se nella realtà finisce per assumere quasi sempre connotati maschili. Già, basterebbe solo contare quante sono attualmente le direttrici d'orchestra o le compositrici rispetto ai colleghi direttori o compositori. «La verità è che ci sono pochissime donne. La bacchetta sul podio si cede malvolentieri. Quello musicale resta un ambiente maschilista».

Prospettive
Chi da qualche anno ne sta facendo una battaglia internazionale è Gabriele Ciampi, direttore d'orchestra, fondatore della prima orchestra tutta al femminile e unico italiano in giuria ai Grammy Award. Uno che è cresciuto con la musica lavorando in famiglia, un'azienda di costruttori e fornitori di pianoforti. «Mi sono appassionato a questa sfida culturale per varie ragioni. Sin da quando frequentavo il conservatorio ho potuto vedere che c'erano poche donne. In alcune materie, come la composizione, costituivano una presenza rarissima. Probabilmente non venivano nemmeno incoraggiate. Poi andando avanti e iniziando a fare musica a livello professionale mi sono trovato nella condizione di affidarmi a donne musiciste in una orchestra: mi sono trovato benissimo». Quasi una svolta. Come se si aprisse una prospettiva nuova. «Un giorno, durante un concerto, sono stato costretto dagli eventi ad affidare la bacchetta alla mia prima viola e questo esperimento è stato talmente positivo che da allora i concerti si può dire siano stati effettuati in modo paritario, con una alternanza perfetta». Ciampi che ha suonato anche alla Casa Bianca e ha tra i suoi principali supporter per la sua orchestra al femminile Michelle Obama, spiega che il vantaggio che offre avere una mano diversa a dirigere e interpretare uno spartito, è che al pubblico arriva una musica con una sfumatura differente.

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Emozioni
«Le donne hanno una sensibilità interpretativa più morbida, ci sono passaggi più melodici nei quali la direttrice sul podio riesce a catturare meglio, forse perché le donne, per loro natura, hanno un contatto più profondo con le emozioni o perché le sanno controllare meglio. Di fatto quando dirigono le donne producono una eleganza musicale particolare». Questa intuizione che lo ha portato a rompere gli schemi tradizionali iniziando a lavorare sistematicamente con artiste provenienti da tutto il mondo, fino a comporre un'orchestra di sole donne provenienti dall'Italia, dalla Russia e dall'estremo oriente, con un Direttore assistente e prima viola che arriva dal Sud America. Si è trattato di un salto culturale oltre che organizzativo conosciuto a livello internazionale e molto apprezzato. «Noi uomini siamo più pratici nella interpretazione, meno duttili probabilmente. La differenza si avverte». Così è iniziato il cammino dell'orchestra femminile e di un progetto capace di sbriciolare i muri, dare opportunità, fare cambiare la mentalità e vecchi schemi, offrire una prospettiva al settore musicale più inclusiva di quanto non lo sia stata finora. Che il mondo artistico a ogni livello abbia bisogno di un po' di aria fresca lo si è visto anche per i Grammy Awards con la cacciata di Deborah Dugan, ceo della Recording Academy, la società che organizza i Grammy. Ciampi ha assistito ad ogni passaggio e la sensazione che ha riportato non è positiva.

Retroscena
«Ho scritto una lettera a Deborah per quello che è successo, mi spiace molto perché non se lo meritava». Quali sono i retroscena di questo licenziamento improvviso e inaspettato, è stata davvero allontanata per avere denunciato molestie? «La verità è che il board che controlla i Grammy è tutto al maschile. La chiave di lettura è questa. Quando hanno visto che il ceo che avevano scelto aveva cambiato tantissimo, forse troppo, sono corsi ai ripari. Dugan ha avuto il coraggio di richiamare la Streisand, voleva dare ai giurati maggiori input, aprire di più al tema femminile. È stata una brutta operazione».
 

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