Elena Delle Donne, la regina del basket che sfida malattia e pregiudizi

Martedì 15 Ottobre 2019

La prima notte dopo la vittoria ha dormito con la coppa stretta tra le braccia, il trofeo Wnba (la lega americana) conquistato con le compagne della sua squadra di basket, battendo le  Connecticut Sun. Un titolo mai vinto dalla Washington Mystics. Elena Delle Donne è ormai una leggenda, considerata una delle giocatrici di basket più forti della storia. La prima di sempre ad entrare nel "club del 50-40-90": 51% al tiro dal campo, 43% da tre, il 97,4% ai liberi.

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Alla finale ha giocato con la mascherina protettiva per una frattura al naso e tre ernie al disco. «Mi opererò solo dopo la finale», e ha resistito. La giocatrice di origini italiane (il bisnonno di Olevano Romano) ha vinto anche il titolo di Mvt, Most Valuable Player, il miglior atleta del campionato. Lei è una campionessa speciale. Un metro e 96 centimentri di altezza, quando aveva nove anni la scambiavano per una bimba di tre e chiedevano alla madre perché le mandasse ancora in giro con il ciuccio. Il suo matrimonio con Amanda Clifton, due anni fa, sono state definite le nozze dell'anno dal sito web The Knot. Un anno prima su Vogue aveva rivelato la sua omosessualità. Si è sempre battuta contro i pregiudizi. «Non sarà una giornata speciale solo per noi due - disse in abito bianco -  Voglio che abbia un impatto anche sulla comunità Lgtb. Non voglio più che un'unione come la nostra diventi una notizia, ma sia la normalità».
In prima linea anche per combattere la malattia di cui soffre, la Lyme, una infezione trasmessa dalle zecche. E per questo impegno la campionessa trentenne è stata premiata dello Star Light Award dalla Lyme Research Alliance, come ricorda il Quotidiano.net. Agli invitati al matrimonio non ha chiesto regali ma di fare donazioni per la ricerca.

Viene punta da una zecca e il corpo si riempie di macchie. Poi la terribile diagnosi

«La gente mi chiede come sia possibile che un'atleta professionista conviva con una malattia cronica - ha raccontato Delle Donne -. Non è semplice: prendo 50 pastiglie al giorno per controllarla. A volte mi sento stanca, come se avessi l'influenza. Fortunatamente la mia è una forma di malattia molto leggera».
Sin da ragazzina è un talento del basket. Quando ha solo 13 anni North Carolina le offre una borsa universitaria, ma lei sceglie UConn, il college di basket femminile numero uno negli Usa. Resiste tre giorni, poi scappa e torna a casa. Elena fa sapere che ha bisogno di un break per ragioni private. Il fatto è che soffre troppo per la lontananza dalla sorella maggiore Lizzie, cieca e sorda sin dalla nascita e affetta da paralisi cerebrale e autismo, ha subito 30 interventi dalla nascita, come è raccontato sulla pagina fb
sul basket “La giornata tipo”. Elena e la sorella comunicano con il tatto, sono legatissime. Il distacco per l'atleta è insopportabile. Si iscrive così a Delaware, un piccolo ateneo a 10 miglia da casa. Gioca a pallavolo e solo nel 2009 riprende il pallone di basket in mano e riscopre l'amore per i canestri. Una vittoria dopo l'altra, due Mvp e poi il titolo conquistato l'altro giorno.
«Lizzie non sa nemmeno che sono una giocatrice di basket, ma è stata la più grande motivazione per arrivare fin qui».
 

 

Ultimo aggiornamento: 21:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA