Addio a Botaletch Gebre, da bambina infibulata ad attivista che ha guidato la rivolta delle donne etiopi

Botaletch Gebre
di Vanna Ugolini
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Non diventate quello che vi hanno fatto. E Bogaletch Gebre nonostante le violenze subite, nonostante a 12 anni fosse stata sottoposta a una dolorosa infibulazione che l'aveva ridotta in fin di vita, non si è fatta piegare dal dolore e dalla rabbia ed è diventata un'attivista riconosciuta a livello internazionale per la sua battaglia a sostegno dei diritti delle donne etiopi, in particolare quello di non subire più mutilazioni genitali femminili. L'associazione da lei fondata contro la violenza sulledonne e sulle bambine , Kmg, ha annunciato che Gebre è morta a un'età di circa 66 anni, dato che la sua data di nascita non è certa.
Gebre se n'è andata il 2 novembre scorso. L'organizzazione non ha detto come è morta, ma il Los Angeles Times riferisce che è venuta periodicamente in città per cure mediche dopo che un incidente d'auto nel 1987 l'ha lasciata con danni neurologici.

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In realtà dopo quell'incidente, i medici le dissero che non avrebbe mai più camminato ma lei è riuscita a correre cinque maratone.  Nel 2010 - secondo  quanto riferisce il Los Angeles Times - The Independent chiamò Gebre «la donna che iniziò la ribellione delle donne etiopi». Gebre ha dedicato la sua vita a responsabilizzare donne e ragazze in Etiopia, cambiando con successo gli atteggiamenti nei confronti di argomenti tabù come le mutilazioni genitali femminili e l'educazione delle donne nelle comunità rurali

Il sito della sua associazione racconta anche la vita di Gebre:  Gebre aveva iniziato a frequentare la scuola in segreto, andando contro ciò che ci si aspettava dalle ragazze etiopi in quel momento. Andava a lezione la mattina con il pretesto di andare a prendere l'acqua per la sua famiglia. Aveva come alleato uno zio che l'aiutò negli studi e quando la famiglia scoprì che invece di andare a prendere l'acqua andava a scuola, lei sapeva già leggere. Gebre ha vinto una borsa di studio per andare a scuola ad Addis Abeba, e poi ha continuato a studiare microbiologia in Israele. Da lì, è andata all'Università del Massachusetts ad Amherst per il suo master in una borsa di studio Fulbright. Alla fine, si è iscritta a un programma di dottorato presso l'Università della California, a Los Angeles. Ma mentre stava lavorando al suo dottorato di ricerca, sentì una vocazione più grande. Sapeva che avrebbe potuto rimanere negli Stati Uniti e vivere una vita confortevole. Ma sentiva che la sua gente aveva bisogno di lei.

Nel 1997, Boge, coì veniva chiamata, tornò in Etiopia per restituire e aiutare a cambiare la vita delle ragazze nella sua comunità. Nasce Kmg Etiopia. Kmg sta per Kembatti Mentti-Gezimma-Tope, una frase nella lingua orale di Kembatta che riflette il potere che le donne generano quando lavorano insieme. «Crediamo davvero che comunità, donne e uomini che lavorano insieme in armonia, abbiano il potere di prendere decisioni informate e apportare grandi cambiamenti per se stessi.- è scritto sul sito, gestito anche dalla sorella di Boge - Seguendo lo spirito tenace del nostro leader visionario, Kmg Etiopia continua a garantire un cambiamento di potere, riflessivo e positivo per le donne in Etiopia».

 

Mercoledì 20 Novembre 2019, 12:40
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