Associazioni femminili accusano Conte, il DEF ignora le donne che lavorano, anzi le penalizza

Venerdì 25 Ottobre 2019 di Franca Giansoldati

«Caro Giuseppi non ci siamo capite». Inizia così la lettera aperta che diverse associazioni femminili hanno inviato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte per reclamare più attenzione alle questioni femminili nella costruzione del Def e della Legge di Stabilità. A Conte si contesta d'aver ignorato i documenti e le ricerche conoscitive inviate a Palazzo Chigi.

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«Abbiamo mandato documenti importanti sulla necessità di costruire un Piano nazionale per l'occupazione, accompagnati da uno studio sulle coperture finanziarie. Alcune misure previste sono addirittura a costo zero ma portano con sé un cambiamento culturale e di prospettiva. Serve un tavolo nazionale sull'imprenditoria femminile, ( lo stiamo chiedendo da quando il Governo Renzi aveva annullato il lavoro che era stato messo in piedi – guardate un po' dal Ministro Passera del Governo Monti, nel 2012) o percorsi specialistici all'interno dei Centri per l'impiego per accompagnare le donne alla ricerca attiva del lavoro, non hanno costi».

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Eppure le donne in Italia, a parità di lavoro, guadagnano 2.700 euro lordi all'anno in meno dei colleghi, il 10% (dati Osservatorio JobPricing e Eurostat sul settore privato). «Serve una legge per la parità salariale perché la situazione da sé non si sblocca: trasparenza sui dati, verifica e sanzioni possono servire per dare una svolta alla situazione».

Le donne in Italia sono tra le più disoccupate in Europa (ed anche le più povere, rispetto a una media Ue di 66,5 occupate ogni 100 donne tra 20 e 64 anni, il nostro Paese si attesta al 52,5%).

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In Italia le donne con figli sono le meno occupate:le donne tra 20 e 49 anni senza figli lavorano nel 62,4% dei casi, contro una media europea del 77,2%. Tra le donne con un figlio, le italiane lavorano nel 57,8% dei casi, contro l'80,2% nel Regno Unito, il 78,3% in Germania, il 74,6% in Francia. ( dati Fondazione Openpolis).

E' evidente, scrivono le associazioni femmili che fanno capo al portale Donne ieri oggi e domani, che non basta la politica degli asili nido gratis. Occorre costruire più asili nido, soprattutto al Sud. «E' evidente che non è sufficiente una misura che concede ai padri un congedo parentale di sette giorni per aumentare la qualità della vita delle famiglie e una condivisione dei carichi famigliari. Occorre creare un Piano nazionale per l'occupazione femminile, un Patto per le donne».

Al presidente del Consiglio, infine, viene fatto notare che senza un maggior apporto alla produzione da parte delle donne l'economia non cresce sufficientemente. Nei paesi dove questa partecipazione è alta anche i problemi demografici sono minori.

 

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