Mondiali, gioca Daniela Sabatino: al suo paese slitta la processione di San Vito

Domenica 16 Giugno 2019 di Giovanni Sgardi
C'è

C'è "Alta tensione", slitta la processione per la festa del patrono, San Vito, il protettore degli epilettici e dei tarantolati. Attenzione, nessun problema di elettricità a Castelguidone, piccolo centro del Chietino. Il paese si è fermato semplicemente per vedere giocare in tv Daniela Sabatino, bomber della nazionale femminile azzurra, contro la Giamaica. "Alta tensione" per i suoi tifosi del Milan, perché nelle sue vene, in campo, scorre sempre adrenalina. Così, anche solo per un'ora, i compaesani hanno preferito lei, il numero 9, al patrono San Vito. E il santo non se l'abbia a male visto che le imprese di Daniela sono diventate un evento mondiale. Lo show dell'estate sportiva.

La forza dell'azzurra è nei numeri: 27 reti in Nazionale e 17 lo scorso campionato. Ma anche nella sua capacità di fare squadra, pur potendo inventare in ogni istante il numero vincente. «In campo - racconta - si vede che siamo un gruppo unito che si rispetta, e lotta su ogni pallone. Stiamo bene tra di noi anche fuori dallo stadio. Abbiamo la consapevolezza che insieme possiamo andare lontano. Non giochiamo per soldi, ma perché amiamo veramente questo sport».

Daniela parla da vera campionessa, così diversa dalla scugnizza che da ragazzina imperversava ogni ora del giorno con la palla al piede. O forse no, perché la passione è sempre la stessa. «Cosa voglio fare da grande? La calciatrice», l'immancabile risposta ai genitori che si interrogavano sul suo futuro. E loro, invece di dissuaderla, hanno preso le valigie e l'hanno portato a bussare alle porte del gotha del calcio, spianandole la strada. Il resto l'hanno fatto la sua grinta, la sua classe, l'ordine categorico di non arrendersi, mai. Rapid Lugano, Reggiana, Brescia, Milan le tappe di una carriera ora esplosa sotto i riflettori del Mondiale. Troppo tardi per i suoi meriti. Ma fino a pochi mesi fa il calcio femminile era, ingiustamente, una passione per astrusi appassionati. Ecco, ora anche grazie a Daniela, è febbre azzurra su sfondo rosa. Per questo le sue imprese valgono di più. Ma lei su questo si schermisce: «Volevamo dimostrare che anche le donne sanno giocare a calcio, ci siamo riuscite, ora a me interessa emulare il mio idolo Pippo Inzaghi. In qualcosa mi rivedo in lui».

Per i suoi familiari, parla in fratello: «Una grande gioia averla vista arrivare all’apice. A casa riesce a tornare solo un paio di volte all’anno, a Natale e ad agosto, ma davvero non ci fa mancare nulla. Io e mia sorella non possiamo che ringraziarla, ciò che lei fa per noi è impagabile». Anche nei giorni del Mondiale, il contatto è costante. «Ci sentiamo quotidianamente, anche lei mi chiede consigli, commentiamo le partite. Per tutti noi è un momento magico». Per Italia Brasile, martedì 18, il sindaco Donato Sabatino allestirà un maxi schermo in piazza e don Alberto Conti, grande sostenitore di Daniela, sarà in prima fila a tifare. 

Ultimo aggiornamento: 16:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA