Pesaro, scooterista in coma
Appello del padre su Facebook

Pesaro, scooterista in coma Appello del padre su Facebook
di Luigi Benelli
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Giovedì 2 Aprile 2015, 15:42 - Ultimo aggiornamento: 16:38

PESARO - L’appello per sapere qualcosa in più, cercare le cause e ricostruire l’accaduto. Il padre di Massimiliano Lugli, il centauro di 42 anni in coma dopo l’incidente di lunedì, ha lanciato un messaggio in rete. «Mio figlio sta lottando fra la vita e la morte dopo l’incidente davanti alla Pica. Una strada maledetta. Vorrei solamente fare una domanda». Si rivolge all’azienda di laterizi. «Ma la grande Pica ha delle telecamere che possano aver visto l'accaduto? E’ importantissimo perché a me non tornano i conti. Se qualcuno ha visto qualcosa per cortesia mi contatti».

Il messaggio si è sparso in diversi post su Facebook, tante condivisioni. Tanti vogliono “aiutare” Massimiliano. Massimiliano Lugli stava percorrendo l’Urbinate in direzione Pesaro quando è finito a terra col suo scooter. Un colpo così violento che il casco è schizzato via a metri di distanza. Non indossava una protezione integrale, ma un casco aperto. Sul posto è arrivata l’eliambulanza che lo ha trasportato all’ospedale di Torrette di Ancona. È ancora in coma, ha riportato un forte trauma cranico e diversi traumi al torace. La rete ha dato le prime risposte. E cioè che la fabbrica ha delle telecamere di sicurezza, ma che non puntano sulla strada per ragioni legate alla privacy. Ma occorrerà una verifica con i titolari dell’azienda per capire quali sono gli angoli inquadrati. Qualcuno abbozza: «Non serve guardare le telecamere. Basta guardare la manutenzione vergognosa di quella strada dove è facile prendere una storta anche a piedi». Non è escluso infatti che Lugli possa essersi sbilanciato a causa di una buca e il Beverly 300 della Piaggio esser caduto a terra. I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente, ma i primi soccorritori hanno descritto la possibilità della caduta a causa del manto stradale sconnesso.

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