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Morte di Arianna Briasco a soli 16 anni, assolto il fidanzato

Morte di Arianna Briasco a soli 16 anni, assolto il fidanzato
di Elena Ganelli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 2 Giugno 2022, 11:04

E' una storia dolorosa e la sentenza di ieri non farà che riaprire vecchie ferite. E' stato assolto dall'accusa di stalking Juan Camilo Pinzon Pinzon, il 25enne di origine colombiana che era stato denunciato dalla mamma di Arianna Briasco, la ragazza morta a Latina il 24 luglio 2015 a soli 16 anni per una overdose di eroina.
Quel giorno, a trovare il corpo ormai senza vita della giovane nell'abitazione di Borgo Grappa era stato il padre che aveva sfondato la porta del bagno, insospettito dal fatto che era chiusa nella stanza da troppo tempo. Purtroppo i soccorsi dei sanitari del 118 erano stati inutili, per Arianna non c'era stato nulla da fare. Una enorme tragedia in seguito alla quale la madre, Barbara Votta, aveva presentato una denuncia in Questura con la quale aveva raccontato che Pinzon, 28 anni, per un lungo periodo da giugno 2013 fino a gennaio 2015 aveva tormentato la figlia «con continue telefonate, invio di sms, videomessaggi in chat anche in piena notte con i quali le chiedeva di stargli vicino, di raggiungerlo altrimenti avrebbe continuato a drogarsi e sarebbe morto».


Il giovane colombiano in quel periodo si sarebbe spesso presentato davanti al liceo frequentato dalla ragazza fino ad arrivare, in una occasione, a «inseguirla per strada mentre scappava, strattonandola per un braccio per impedirne la fuga. Un modo di fare che avrebbe provocato alla giovane un evidente stato di ansia e paura per la sua incolumità e l'avrebbe costretta ad alterare le proprie abitudini di vita». Le indagini avevano portato al rinvio a giudizio del 28enne per stalking e ieri c'è stata l'ultima udienza del processo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina Simona Sergio nel quale la mamma di Arianna si è costituita parte civile.


In aula sono stati ascoltati alcuni amici dei due ragazzi, che all'epoca avevano una storia, poi il padre e la madre della Briasco, quest'ultima assistita dall'avvocato Stefano Iucci. Il primo ha confermato che tra la figlia e l'imputato c'era una relazione sentimentale, come riportato nel capo d'imputazione, mentre la madre ha ribadito che era stato lui ad avvinarla all'uso di sostanze stupefacenti e che la tormentava. Poi è stata la volta della psicologa la quale ha spiegato come Arianna fosse una ragazza problematica. La parola è poi passata al pubblico ministero che al termine della sua requisitoria ha chiesto l'assoluzione di Pinzon, richiesta alla quale si sono associati i difensori, gli avvocati Mirko Vani e Valentina Macor.
Il giudice a conclusione della camera di consiglio ha assolto il 28enne colombiano perché il fatto non sussiste. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni. Per la morte della 16enne è in corso un altro processo a carico di tre persone accusate di cessione di sostanze stupefacenti: sarebbero loro i pusher che avrebbero ceduto alla giovane le dosi di eroina che ne avrebbero provocato la morte.
 

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