Operazione Tiberio, il giudice Cario ha deciso: Armando Cusani resta in carcere

Armando Cusani
di Marco Cusumano
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Martedì 24 Gennaio 2017, 15:09

Armando Cusani resta in carcere. Il giudice Giuseppe Cario ha sciolto la riserva, respingendo la richiesta degli avvocati difensori per l'annullamento della custodia cautelare. Il giudice non ha concesso neppure i domiciliari, ritenendo evidente il pericolo di inquinamento delle prove così come ampiamente sostenuto nell'ordinanza che ha portato ai 10 arresti dell'operazione Tiberio. Il pm De Luca aveva dato parere negativo alla richiesta di scarcerazione. Ora la partita si giocherà davanti al Riesame, l'udienza è fissata per venerdì.

A Cusani si contesta il reato di corruzione in relazione al mancato ripristino dei luoghi dopo l’accertamento dell’ampliamento abusivo dell’Hotel Grotte di Tiberio di Sperlonga, di sua proprietà, abuso sancito tra l’altro da una sentenza di condanna del 2014 emessa dalla Corte d’Appello di Roma. L’indagine prende avvio proprio da qui. Le verifiche dei carabinieri della stazione di Sperlonga avevano consentito di accertare l’inerzia dei responsabili dell’ufficio tecnico del Comune nell’avvio della procedura di ripristino dei luoghi per l’abuso dell’albergo in riva al mare.

Secondo gli investigatori, Cusani, pur non ricoprendo in quel periodo la carica di sindaco, aveva una certa influenza sull’amministrazione. Nelle carte dell’inchiesta è infatti contestata la corruzione di due responsabili dell’ufficio tecnico. Nel corso delle indagini sarebbe emersa l’esistenza di un cartello di imprese locali che pilotava appalti di media e piccola estensione riuscendo ad accordarsi sulla scelta del vincitore, con la compiacenza di tecnici e funzionari dei Comuni.

Quattro sono in particolare le gare d’appalto finite nell’inchiesta. La più importante è quella relativa alla riqualificazione del complesso archeologico di Villa Prato, a Sperlonga, per un importo complessivo di 700mila euro. Poi, la ristrutturazione dell’edificio comunale di Prossedi (230mila euro); l’affidamento della pulizia delle strade extraurbane di Priverno (40mila euro); i lavori di restauro dell’istituto scolastico Don Andrea Santoro di Priverno (35mila euro). 

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