All'istituto Rosselli di Aprilia va in scena Donne Perse(Phone)

Giovedì 23 Novembre 2017 di Dario Battisti
La locandina dello spettacolo
Il dolore di una madre per la morte della figlia. In occasione della Giornata internazionale della violenza contro le donne, sabato 25 novembre, nell'aula magna dell'istituto Carlo e Nello Rosselli di Aprilia andrà in scena lo spettacolo, ispirato al mito greco di Persefone e Demetra,  “Donne Perse(Phone)” di Annalisa Venditti e Paola Sarcina. Secondo il mito Persefone viene rapita alla madre Demetra e portata da Plutone, per farne la sua sposa, nel regno degli Inferi. A questa sottrazione non si rassegna Demetra che riesce ad ottenere, per intercessione di Zeus, il ritorno della figlia sulla terra per sei mesi ogni anno. Nella simbologia dello spettacolo Demetra incarna il dolore di tutte le madri a cui un bruto ha sottratto con violenza la figlia, ma se nel mito Demetra riesce ad alleviare il suo dolore tornando ogni anno a godere della compagnia della figlia, non altrettanto fortunate sono queste madri di donne realmente vissute. L'autrice immagina che: “... come Persefone, queste figlie tornino alla vita per raccontare alle madri gli ultimi istanti delle loro esistenze e per ricucire quello strappo che non potrà mai recidere un legame tanto forte e profondo”. Lo spettacolo, recitato da attrici professioniste e non, è il frutto di un progetto portato avanti dal gruppo Donne Persephone al fine di sensibilizzare il pubblico al più ampio tema della violenza di genere.

“Le docenti dell'istituto Rosselli hanno valutato e accolto con entusiasmo la proposta della professoressa Ada Seguino, voce recitante dello spettacolo, perchè per la prima volta in un dramma come quello del femminicidio l'attenzione si sposta su un nuovo oggetto sul cui dolore non si riflette abbastanza: la madre della vittima - spiega la docente Cinzia Stendardo che insieme ai colleghi Mariacarla Battaglia, Ada Seguino e  Vincenzo Di Fiore ha curato l'evento - Se a livello legislativo si è già pensato ad un risarcimento per i figli, nulla è previsto nè è possibile per il dolore delle madri”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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