Oro nel reggiseno, poi aragosta per festeggiare: sgominato clan di zingari che derubava le gioiellerie

Domenica 2 Dicembre 2018 di ​Petronilla Carillo
Oro nel reggiseno, poi aragosta per festeggiare: sgominato clan di zingari che derubava le gioiellerie
Oggetti in oro nascosti nel reggiseno e «aragosta» a pranzo per festeggiare. Quando la trasferta andava bene i Marotta facevano subito rientro ad Agropoli. Il tempo di lasciare un cadeau a coloro che gli avevano offerto supporto logistico, quasi sempre gruppi familiari di etnia rom. In questo modo riuscivano a fare perdere le tracce di sé. Così pensavano. Ma non sapevano di essere intercettati dagli uomini del Ros di Salerno, agli ordini del tenente colonnello Giancarlo Santagata, e dai carabinieri della compagnia di Agropoli, agli ordini del capitano Francesco Manna.

L’operazione Faro, conclusasi l’altro giorno con 25 provvedimenti restrittivi a carico del gruppo Marotta-Cesarulo, è stata difatti segnata da un certosino lavoro dei carabinieri sotto la guida della Dda di Salerno. Attraverso le celle telefoniche, difatti, i militari riuscivano a intercettare il percorso degli indagati e, quindi, ad incrociare quei dati con eventuali furti messi a segno in gioiellerie sparse su tutto il territorio nazionale. Il modus operandi del gruppo criminale era sempre lo stesso: in genere l’auto veniva noleggiata, e veniva anche «arruolato» un autista occasionale. Poi, subito dopo il colpo, pianificato con la collaborazione di alcuni gruppi rom che li ospitavano nelle loro comunità per qualche giorno, «gli zingari» - come vengono chiamati ad Agropoli - facevano ritorno subito ad Agropoli. Ultimo aggiornamento: 14:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA