CORONAVIRUS

Covid Veneto, Zaia: «Oggi RT alto 1,20, rischiamo di cambiare zona»

Lunedì 30 Novembre 2020
Covid, Zaia: «In Veneto abbiamo un terzo dei positivi di marzo, ma 600 ricoveri in più»

«Oggi l'Rt del Veneto e 1,20 che sarebbe stato virtuoso due settimane fa, oggi è tra i più alti a livello nazionale». Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, il quale ha sottolineato che «se ci mettiamo poco impegno nel distanziamento sociale, è inevitabile che l'Rt si alzi. Sono convinto - ha osservato - che se non investiamo nell'evitare gli assembramenti, rischiamo che l'Rt inizi ad alzarsi. E questo significa che l'incidenza dei contagi riprende quota. E quindi passiamo ad un colore diverso di zona. Allora, poi, torneremo ad apprezzare di più la zona gialla che è stata vissuta da qualcuno come una grande restrizione. Questa settimana - ha concluso - non possiamo esisere dall'essere valutati, e l'Rt è quello che pesa di più sugli altri 21 parametri».

«Abbiamo un terzo dei positivi di marzo, meno incidenza di positivi e una mortalità più bassa, +1% rispetto al 2019, a marzo eravamo al +30% di mortalità sullo stesso mese del 2019, ma abbiamo gli ospedali con 600 persone in più ricoverate rispetto allo scorso marzo . Il tema del distanziamento sociale diventa strategico». Lo ha detto il presidente della Regione Veneto (in questo momento zona gialla), Luca Zaia, in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile di Marghera. «Il vero tema è l'occupazione di posti letto Covid nell'area non critica rispetto a marzo, perché il virus circola molto di più, rispetto ad allora», ha spiegato.

«Siamo in una fase ospedaliera della curva apicale che si è stabilizzata: non si continua a crescere e non si cala. Però non fa tendenza perchè il Covid è una realtà che prende spesso in contropiede. Per cui è fondamentale la collaborazione da parte di tutti, rispettando distanziamenti, evitare gli assembramenti e indossando mascherine», ha detto Zaia.

 

«Vorrei che fosse chiarito quali dovranno essere i principi fondanti di questo Dpcm. Se il principio fondante è che l'assembramento è un problema, allora non si possono chiudere i teatri, i cinema e le piste da sci. Perchè a me non riusulta che l'assembramento sia solo in questi contesti; anzi sono forse più governabili degli assembramenti volontari e liberi che si creano naturalmente».. È la posizione che presidente del Veneto, Luca Zaia, intende esporre oggi nelle riunione delle Regioni. «Auspico che il Governo - aggiunge - fissi intanto, sul piano della politica sanitaria, alcuni pilastri: l'assembramento, gli spostamenti, eccetera, e a cascata seguiranno delle misure. Ma partire dicendo tu sì, invece tu no, non mi sembra un metodo di lavoro».«Questo Dpcm - osserva Zaia - è un elemento centrale di questa battaglia perchè si inserisce in piena fase invernale e dovrà affrontare Covid-19, influenza e la più grande campagna vaccinale che mai si sia fatta». Zaia premette che il suo è un pensiero «espresso in maniera costruttiva, ma è difficile spiegare i motivi per cui il teatro è chiuso e lo 'strusciò invece è aperto, la pista da sci chiusa e l'happy hour con la piazza piena. Penso che prima di tutto venga la salute, ovvio è che ci vogliono dei principi per affrontare eventuali restrizioni»

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«Se pensiamo di gestire questa partita con Dpcm e ordinanze da qui ad aprile si arriverà con lo sfinimento, ci sarà la reazione uguale e contraria, il ribellarsi alle restrizioni. Va rinsaldato un patto forte con i cittadini e lo si può fare con una campagna di coinvolgimento». Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Zaia oggi nel corso del punto stampa. «A marzo eravamo tutti a cantare sui balconi, tutti noi avevamo paura di morire, sapevamo poco del virus, ora invece il virus rischia di essere un problema dell'ospedale o del tuo vicino di casa. Dobbiamo ripristinare i collegamenti con i cittadini: io non ho la sfera di cristallo o la bacchetta magica, ma si potrebbero anche fare delle campagne di coinvolgimento, serve un percorso da fare assieme», ha auspicato Zaia.

Ultimo aggiornamento: 18:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA