Vinitha Nicolò, giallo della barista morta: «Il corpo è stato spostato». Lascia due figlie

Ora si attendono i risultati dell’autopsia. «Nessun segno di violenza sul cadavere»

Vinitha Nicolò, giallo della barista morta: «Il corpo è stato spostato». Lascia due figlie
di Federica Zaniboni
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 00:10 - Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 09:16

Dalla caduta accidentale al gesto estremo, resta ancora aperta ogni ipotesi sulla morte della barista 39enne Vinitha Nicolò. Ma più si scava nella vicenda, più sembra prendere piede la teoria del delitto. Trovato senza vita giovedì scorso sul fondo di una forra a Ton, in Trentino, il corpo della donna potrebbe essere stato spostato. Un dettaglio, questo, che infittisce ancora di più il giallo che da una settimana tiene al lavoro gli inquirenti. In attesa degli esiti dell’autopsia, la procura della Repubblica di Trento ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio. 

La donna è stata trovata morta nelle acque del rio Pongaiola a Toss, in val di Non, dove qualche mese fa si era trasferita per amore da Lavis, sempre in provincia del capoluogo trentino. Secondo quanto ricostruito, Vinitha potrebbe essere precipitata per una decina di metri dal sentiero che stava percorrendo. Sarebbe bastato poco: un piede appoggiato male o la presenza di qualcosa sul suolo che potrebbe averla fatta inciampare. Ma se così fosse, non si spiegherebbe come sia potuta arrivare fino al fondo della forra, data la presenza di una fitta vegetazione. Alberi e arbusti, infatti, avrebbero dovuto arrestarne la caduta, mentre lei è finita ben 40 metri più in basso, sul greto del torrente. Da qui, dunque, il sospetto che Vinitha non abbia perso la vita in modo accidentale, ma che qualcuno possa avere spostato il cadavere in quella posizione proprio allo scopo di simulare una tragica fatalità. 

LE IPOTESI

Resta ancora un mistero la causa del decesso. Dall’ispezione cadaverica non sarebbero emersi segni di violenza sul corpo, ma soltanto l’esame autoptico potrà fornire maggiori risposte. Seppur diversi elementi facciano pensare al delitto, carabinieri e magistrati continuano a indagare anche sull’ipotesi di un incidente, soprattutto per il luogo impervio in cui è stata trovata, non raggiungibile a piedi né in auto. Familiari, amici e conoscenti della donna sono già stati sentiti nelle ore successive al rinvenimento, nel tentativo di ricostruire le sue ultime ore di vita. Un altro passo, poi, che potrà rivelarsi utile nell’indagine, sarà l’analisi delle telecamere di videosorveglianza presenti nei luoghi che potrebbe avere percorso nelle ore subito prima di morire. 

Vinitha scompare nel nulla mercoledì 28 settembre. Non risponde al telefono, non si trova da nessuna parte. I genitori e il fidanzato – un 36enne che Vinitha aveva conosciuto di recente – lanciano l’allarme al 112 e si attivano immediatamente le ricerche. Vigili del fuoco, soccorso alpino, carabinieri e unità cinofila vengono messi in moto per ritrovare la barista nel minor tempo possibile. La zona è sorvolata dai droni, fondamentali per le ricerche nei luoghi tanto tortuosi. Circa 24 ore dopo la denuncia della scomparsa, la donna viene trovata. A quel punto, però, non c’è più niente da fare. 

La comunità della Val di Non «si stringe intorno alla sua famiglia per il dolore», come fa sapere il sindaco di Predaia Giuliana Cova. I funerali si sono celebrati ieri a Lavis, dove la 39enne è cresciuta. Nata in Sri Lanka, era stata adottata da bambina insieme alla sorella da mamma Ada e papà Franco. A darle l’ultimo saluto, anche le sue due figlie Annafrancesca e Anastasia. 

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