Vannini, Cassazione conferma condanne: 14 anni a Ciontoli, 9 anni e 4 mesi ai familiari. La mamma di Marco: «Giustizia è fatta»

Vannini, la Cassazione: «Confermare le condanne di Antonio Contoli e i suoi famigliari»
di Emanuele Rossi
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Lunedì 3 Maggio 2021, 12:47 - Ultimo aggiornamento: 4 Maggio, 09:58

Confermate le condanne di Antonio Ciontoli e dei suoi familiari per la morte di Marco Vannini. E' questa la sentenza della Cassazione. La quinta sezione penale ha ribadito la sentenza d'appello bis, del 30 settembre scorso, che aveva condannato Ciontoli per omicidio con dolo eventuale e il resto della famiglia per concorso anomalo. Sono quindi definitive le condanne a 14 anni per Antonio Ciontoli, e a 9 anni e 4 mesi per la moglie Maria Pezzillo e i figli Martina e Federico, per l'omicidio del giovane, morto nella loro casa di Ladispoli nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015.

La conferma della condanna che aveva anche richiesto il sostituto pg della Cassazione, Olga Mignolo, per la quale va giudicato inammissibile il ricorso di Ciontoli, condannato nell'appello bis a 14 anni per omicidio con dolo eventuale, e vanno rigettati i ricorsi della moglie, Maria Pezzillo, e dei figli Martina e Federico condannati a 9 anni e 4 mesi. «Tutti mentirono. Tutti hanno tenuto condotte omissive e reticenti». La madre di Marco ha accolto la sentenza tra le lacrime.

Caso Vannini, per l'omicidio di Marco è il giorno del giudizio: oggi la sentenza definitiva

LE REAZIONI - Alla lettura della sentenze della quinta sezione della Cassazione la piccola folla di parenti e conoscenti assiepata fuori dall'aula è scoppiata in un applauso. Il rigetto dei ricorsi degli imputati è stato accolto da urla di gioia. «Ci siamo battuti per 6 anni, la paura c'è sempre ma ci abbiamo creduto fino alla fine. Ora giustizia è fatta». E' la prima reazione della mamma di Marco, Marina, visibilmente commossa dopo la sentenza della Cassazione.  «Sono contento che finalmente è stata fatta giustizia per Marco. Gli avevamo promesso un mazzo di fiori se fosse stata fatta giustizia e domani è la prima cosa che farò», ha detto invece il papà di Marco, Valerio.

Stasera la famiglia Ciontoli si costituirà in carcere, come ha riferito l'avvocato Gian Domenico Caiazza, uno dei difensori, dopo le condanne definitive.

 

«E incontestabile l'accettazione da parte di tutti gli imputati della condotta del capo famiglia - aveva detto il pg - Vannini, ferito, restò affidato alle cure dei Ciontoli, che avevano un obbligo di protezione verso di lui. Gli imputati erano gli unici che avrebbero potuto impedirne la morte».

La difesa - Annullare le condanne a carico della famiglia Ciontoli e fare un nuovo processo aveva chiesto l'avvocato Giandomenico Caiazza, difensore della famiglia Ciontoli, davanti ai giudici della Quinta sezione penale della Cassazione. «Quella d'appello è una sentenza illogica, disseminata di insensatezze», ha detto l'avvocato. «Se c'è omicidio volontario significa che c'era adesione alla possibilità della morte di Vannini - ha aggiunto - ma questo come è compatibile col fatto che hanno chiamato i soccorsi?».

L'ATTESA DELLA SENTENZA - Nessun membro della famiglia Ciontoli ha assistito alla lettura della sentenza di corte di Cassazione prevista per questa sera a Roma. Questa mattina erano presenti in aula Federico e Martina seduti a destra rispetto alla corte. A sinistra c'erano Valerio e Marina, i genitori di Marco Vannini. I due hanno assistito alle circa 4 ore di udienza prima di uscire separatamente, con Federico a «distrarre» i giornalisti per permettere alla sorella di uscire senza essere notata. «Quello che dovevo dire l'ho detto in aula», ha ripetuto Federico nella ressa di domande e «ho scritto a Marina (la madre di Marco Vannini- ndr)» rispondendo a chi gli chiedeva se avesse chiesto perdono alla famiglia Vannini. Intanto sulla piazza, oltre ai sostenitori della famiglia di Marco Vannini è comparso anche un striscione che sostiene l'innocenza di Federico Ciontoli.

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