Truffe agli anziani, pene più severe: fino a sei anni e multa di 2mila euro

Giovedì 13 Giugno 2019 di Barbara Acquaviti

I Carabinieri diffondono decaloghi di difesa, ci sono Comuni - come quello di Genova - che istituiscono un numero verde ad hoc, altri che lanciano campagne informative. Eppure il fenomeno ha ancora numeri allarmanti. Ora, contro le truffe ai danni degli anziani, si è mosso anche il Parlamento.
 

LA NOVITÀ
L'aula del Senato ha approvato ieri all'unanimità, con 228 voti a favore e un astenuto, un disegno di legge che crea una specifica fattispecie di reato. Con l'aggiunta di un nuovo comma all'articolo 643 del codice penale, si stabilisce infatti che chiunque, abusando della condizione di vulnerabilità dovuta all'età, induca una persona a compiere un atto che importi qualsiasi effetto giuridico per lui o per altri dannoso, può rischiare la reclusione da 2 a 6 anni e una multa da 500 a 2.000 euro. Il danno, quindi, non deve necessariamente essere patrimoniale.
Attualmente, questi reati vengono trattati come casi di truffe generiche o di circonvenzione di incapace. Con questa legge, il fatto che la vittima sia anziana farà invece la differenza.
Nel provvedimento - che ora passa alla Camera - si è deciso tuttavia di non fare riferimento a un preciso tetto di età, inoltre si stabilisce che il reato sussista anche quando avviene per interposta persona, come per esempio può accadere quando si convince un anziano a indurre il proprio coniuge a firmare un contratto o a cedere denaro.
Il testo, che ricalca in buona parte quello presentato dal presidente della commissione Giustizia, il leghista Andrea Ostellari, stabilisce anche che, in caso di condanna, la sospensione condizionale della pena per il reo sia subordinata al risarcimento integrale del danno alla parte offesa.

I NUMERI
Quello delle truffe agli anziani è un fenomeno difficile da quantificare anche perché, come spiega la Polizia di Stato, questo tipo di raggiri sono più diffusi di quanto appaia dalle statistiche poiché sostiene il relatore, il leghista Simone Pillon molte vittime si vergognano a denunciare. Secondo un'indagine a campione svolta dall'Istat tra il 2015 e il 2016, sono stati circa 50mila i casi di contratti per acquisto di merci, beni o servizi fatti firmare a coppie con più di 64 anni, circa 20 mila a coniugi over 74. E i numeri aumentano se si fa riferimento ad anziani soli, complessivamente circa 200mila casi.
Numeri che fanno il paio con quelli elencati da Pillon nella sua relazione: negli ultimi tre anni ci sono stati in Italia 32.000 casi di clonazione delle carte di credito, 240.000 casi di falsi operatori di enti pubblici, aziende o associazioni che hanno avvicinato anziani per farsi consegnare oggetti di valore, 441.000 casi di donazioni fatte a persone che poi si sono rivelate essere truffatori e 201.000 casi di vere e proprie truffe.
A questi, ha spiegato Pillon, bisogna aggiungere una notevole incidenza di fatti che poi non sempre si è riusciti a qualificare come reato, come per esempio 1.051.000 di casi di contratti firmati per l'acquisto di merci, beni o servizi, terreni, automobili, enciclopedie, corsi di formazione o contratti telefonici svoltisi contro l'effettiva volontà dell'anziano, oppure a 135.000 casi di contratti stipulati con ditte, società o cooperative poi risultati fittizie o inesistenti.
Inoltre, si contano 129.000 casi di inganno con richieste di denaro per aiutare qualcuno con problemi economici o di salute o addirittura fatte a falsi parenti, che poi si sono rivelati non esserlo affatto; si registrano altresì 288.000 casi di inganno a danno di anziani, con la prospettiva di grosse vincite alla lotteria, investimenti vantaggiosi o promesse di lavoro. In più risultano 503.000 casi in cui sono stati stipulati contratti del tutto falsi.
 

Ultimo aggiornamento: 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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