Maxy rave party, 4.000 alle porte di Torino: 3 agenti feriti, 2 giorni per lo sgombero

Polizia e carabinieri al lavoro con la Croce Rossa per sgomberare la zona

Polizia e carabinieri controllano il territorio nei pressi del rave party Maxy rave party, 4.000 alle porte di Torino: 3 agenti feriti, 2 giorni per lo sgombero
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Domenica 31 Ottobre 2021, 12:46 - Ultimo aggiornamento: 16:42

Rave party alle porte di Torino, a Nichelino. Oltre seimila giovani si sono ritrovati in un capannone abbandonato dopo aver risposto all'appello lanciato dagli organizzatori su Telegram, raggiungendo l'area industriale tra Borgaretto e Nichelino. Ci vorranno almeno due giorni per sgomberare il capannone industriale tra Nichelino e Borgaretto, alle porte di Torino, dove da ieri sera migliaia di giovani si sono radunati per un maxi rave parti. I sanitari, che hanno allestito un punto di pronto intervento a Stupinigi, sono intervenuti diverse volte per soccorrere persone che si sono sentite male per abuso di alcol e sostanze stupefacenti ma anche per contusioni e fratture, mentre proseguono le operazioni di identificazione delle persone che si allontanano dalla zona da parte delle forze dell'ordine.

 
 

Rave, tre poliziotti feriti

Tensioni tra i giovani che si sono radunati per un rave party alle porte di Torino e le forze dell'ordine. A denunciarle è Eugenio Bravo, segretario generale del sindacato di polizia Siulp Torino, che parla di tre poliziotti feriti, uno alla testa, colpito da una pietra durante «una sassaiola contro le forze dell'ordine», gli altri due «nel tentativo di essere investiti da un camion di questi individui che male tollerano la presenza delle forze dell'ordine».

Rave party alle porte di Torino

 «Purtroppo queste iniziative sono imprevedibili», aggiunge il sindaco di Nichelino, visto che chi organizza i rave usa dei canali di comunicazione criptati evitando fino all'ultimo di svelare dove si tiene la festa. «Questa notte ci state delle difficoltà, con la tangenziale che è stata bloccata, ma ora la viabilità è tornata regolare», aggiunge Tolardo, che ringrazia le forze dell'ordine per il tempestivo intervento con cui sono riusciti a mandare indietro numerosi altri veicoli con a bordo giovani che volevano raggiungere il capannone. «Molte persone sono arrivate anche dall'estero oltre che dal Nord Italia», conclude. Prima del sopralluogo, con il prefetto di Torino, Claudio Palomba, il comandante provinciale dei carabinieri di Torino, generale Claudio Lunardo, il questore Vincenzo Ciarambino e i vertici dei vigili del fuoco e della Croce Rossa, si è svolto un tavolo per la sicurezza.

Le reazioni - «In migliaia, raggruppati con appelli online, hanno organizzato l'ennesimo maxi rave illegale. Ormai questa gente ha capito che - con un ministro dell'Interno come il nostro - tutto è consentito in Italia. Pugno duro con i lavoratori in piazza, carta bianca per facinorosi o chiunque voglia organizzare mega party illegali: questo è il modello Lamorgese». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, postando la foto del rave illegale organizzato tra Nichelino e Borgaretto e rilanciando la petizione per chiedere ai parlamentari di firmare mozione di sfiducia contro il ministro dell'Interno.

Rave party, Lamorgese: «L’uso della forza avrebbe messo a rischio l’incolumità pubblica»

La tensione e i feriti - Tensioni tra i giovanie le forze dell'ordine. A denunciarle è Eugenio Bravo, segretario generale del sindacato di polizia Siulp Torino, che parla di tre poliziotti feriti, uno alla testa, colpito da una pietra durante «una sassaiola contro le forze dell'ordine», gli altri due «nel tentativo di essere investiti da un camion di questi individui che male tollerano la presenza delle forze dell'ordine». «Il nostro bel Paese sembra proprio essere meta prediletta dagli scalmanati del rave-party», aggiunge Bravo, che parla di «oltre 6mila individui che in assoluta libertà hanno ritenuto di radunarsi per i loro bivacchi». «Le forze dell'ordine sono all'esasperazione - sostiene -: doppi e triple turni giornalieri di servizio per contenere la presenza di questi soggetti che se ne infischiano altamente della presenza dello Stato e delle sue autorità, ma si sentono liberi di fare e disfare qualunque cosa a loro piacimento e in qualunque posto del nostro bel Paese, che sembra ormai il ventre molle del'Europa per quanto riguarda le frontiere». «Nessuno si sogni di addebitare responsabilità alle forze dell'ordine perché le cause ricadano sulle politiche della tolleranza, del buonismo, con i loro messaggi di apertura a chiunque e che vengono interpretati come debolezza. Leggi poco efficaci e che consentono a soggetti »strafatti« di alcol e droga di devastare i terreni, nell'inevitabile impotenza delle forze dell'ordine».

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