CORONAVIRUS

Scuola, weekend di proteste in tutta Italia: studenti e sindacati in piazza. Domani corteo a Roma

Venerdì 25 Settembre 2020

Flash mob e cortei di studenti oggi in tutta Italia. «La scuola è in ginocchio: la pandemia ha fatto scoppiare i problemi che la scuola subisce da anni», dice Alessandro Personè dell'Unione degli studenti. «Oggi manifestiamo in tutto il Paese perché vogliamo che il governo e la ministra ci ascoltino per costruire un piano di ripartenza in sicurezza ed in presenza dando una prospettiva chiara di innovazione radicale della scuola». «I primi giorni di scuola sono stati un banco di prova sconvolgente: trasporti insufficienti, lavori di edilizia mai partiti, organico mancante e didattica a distanza» - aggiunge Alessandro Personè - Il 13% degli studenti ha abbandonato gli studi durante il lockdown e ora serve un cambio di passo forte per rispondere ai tassi di dispersione scolastica e povertà educativa in aumento. Il governo deve investire sulla scuola pubblica: i 209 miliardi del Recovery Fund devono servire per costruire insieme un nuovo modello di scuola che possa garantire il diritto allo studio e la gratuità durante la crisi economica che stiamo vivendo».

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 Domani, 26 Settembre, gli studenti annunciano che saranno a piazza del Popolo a Roma con Priorità alla scuola, docenti e genitori, sindacati, «uniti per dare un messaggio forte: vogliamo che la riapertura del Paese inizi dall'istruzione e la ricerca per non lasciare indietro nessuno e costruire una società più giusta, che abbatta le disuguaglianze». In piazza anche gli universitari: Camilla Guarino, Coordinatrice di LINK Coordinamento Universitario, dichiara: «Come studenti universitari oggi ci attiviamo negli atenei e nelle piazze delle nostre città insieme agli studenti medi, verso la manifestazione del 26 settembre alla quale anche l'università sarà presente. Nei nostri atenei esistono ancora molti problemi: al distanziamento che riduce la partecipazione in presenza alle lezioni si aggiungono i problemi legati all'accessibilità agli studi per studenti e studentesse. Per questo oggi occorre rendere l'istruzione e l'università completamente gratuite, attraverso le risorse del recovery fund, affinché istruzione ricerca siano delle priorità per il nostro Paese»

Anche i lavoratori di base della scuola sono scesi in piazza insieme ai colleghi dei servizi educativi comunali «per denunciare le criticità dei servizi pubblici rivolti all'infanzia e ai giovani: poco personale, scuole fatiscenti, classi pollaio ma soprattutto un numero impressionante di lavoratori precari, chiamati in servizio cronicamente in ritardo, ad anno scolastico già avviato. Organici insufficienti anche per affrontare serenamente la pandemia Covid 19: dal Governo solo indicazioni generiche che scaricano responsabilità sui dirigenti scolastici. Il personale a rischio cosiddetto fragile è stato di fatto abbandonato a se stesso», denuncia la Cub pubblico impiego. «Alla protesta dei lavoratori della scuola - aggiungono i sindacati - si unisce anche quella dei colleghi dei servizi all'infanzia dei comuni: in questo inizio di anno scolastico tutti i precari con più di 36 mesi di servizio non sono stati chiamati a coprire supplenze nei nidi e materne comunali, di fatto sono stati licenziati a tempo indeterminato a causa di una farraginosa normativa che dovrebbe tutelare il lavoratore precario ma che in realtà lo fa fuori del tutto e per sempre». La Cub chiede la modifica radicale del decreto dignità e l'abolizione del Jobs Act: norme che tagliano fuori i precari della Pubblica Amministrazione per sempre. «Oggi assieme ai sindacati di base - sottolineano - abbiamo organizzato manifestazioni in tutta italia. Un chiaro segnale che vogliamo dare al Governo che deve cominciare a dare risposte ai lavoratori, agli studenti, ai precari del settore scolastico e dei servizi comunali all'infanzia. Ai Sindaci chiediamo la stabilizzazione di tutto il personale che ha superato i 36 mesi: la legge esiste basta volerla applicare. I bambini hanno diritto di frequentare la scuola in salute e serenità così pure i lavoratori devono essere garantiti con più personale e classi meno affollate. Le strutture scolastiche devono essere messe in sicurezza per tutelare chi ci lavora e studia. Il Governo deve ripartire dalla politica del lavoro certo e tutelato: i bonus hanno fallito. Bisogna dare lavoro e reddito certo a chi un lavoro non ce l'ha o a chi ce l'ha precario: solo così l'Italia può risollevarsi concretamente», concludono i sindacati. Anche gli studenti di alcune sigle sono scesi in piazza. 

Ultimo aggiornamento: 14:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA