Trasferite le salme di cento bambini senza avvisare le famiglie: il Comune di Monza si scusa

Mercoledì 23 Ottobre 2019
Trasferite le salme di cento bambini senza avvisare le famiglie: il Comune di Monza si scusa
Una comunicazione così delicata e straziante è stata affidata a un manifesto e non a una lettera o a una telefonata. Tutto secondo il regolamento del comune di Monza, ma che mancanza di sensibilità.


Una macchinina in una mano, un mazzo di fiori nell'altra per andare a salutare il nipotino scomparso prematuramente, ma la nonna si è ritrovata davanti a un cumulo di terra smossa, senza più una tomba sulla quale pregare. La donna, residente a Monza, si è sentita male quando ha saputo che la salma del nipote era stata esumata dal campo numero 8 del cimitero comunale di Monza, per essere spostata in un ossario, senza alcun preavviso.

La stessa sorte è toccata ad altre quattro famiglie, i cui bambini erano sepolti nello stesso campo, dove cento piccole salme sono state esumate allo scadere della concessione decennale. Sulla vicenda ha presentato un'interrogazione in Consiglio comunale il consigliere ed ex sindaco di Monza Roberto Scanagatti. «Mi hanno telefonato alcuni genitori di bambini per segnalarmi l'accaduto - ha raccontato all'Ansa - un cittadino mi ha raccontato che sua madre, la nonna, si è sentita male arrivando in cimitero e scoprendo che la tomba del nipotino non esiste più».

Secondo il Comune di Monza, la procedura è stata seguita come da regolamento, ovvero con l'affissione di cartelli all'interno del cimitero e un elenco di nomi pubblicati sul sito del Comune. Da questa lista, precisa il municipio, cinque famiglie sarebbero state escluse «per un errore del software informatico».

Oltre a quanto previsto da regolamento, un preavviso di sei mesi e la pubblicazione di un annuncio sul sito del Comune, sono stati affissi cento manifesti in giro per la città, mentre non è previsto l'invio di comunicazioni ad personam, come accade in tutte le città con più di centomila abitanti.

«Sono sconcertato e addolorato per quanto accaduto, sto cercando di ricostruire l'iter degli eventi - ha spiegato il sindaco di Monza Dario Allevi - quei cinque nomi esclusi dalla lista pubblicata in rete sono dovuti ad un bug informatico e forse alla mancanza di quel pizzico di cuore in più nel lavoro di chi si è occupato dell'avviso, che non ha notato la mancanza di cinque nomi da un elenco numerato».

Il sindaco sta ora cercando di contattare le famiglie di quei cinque bimbi, per poter «chiedere scusa a nome della città e trovare un modo di lenire il loro dolore, magari pensando a un modo per ricordare i loro piccoli nel giardino del cimitero». A quanto emerso, una delle cinque famiglie, trasferitasi in Sicilia, ha già provveduto a ritirare i ricordi presenti sulla tomba del figlio, mentre per un altro piccino deceduto «sarà difficile perché la mamma, ragazza madre, è scomparsa a sua volta prematuramente ed era l'unica parente» ha aggiunto Allevi. Lo stesso per altri due bambini, i cui genitori sono irreperibili o vivono all'estero da anni.

Per l'ex sindaco di Monza però, la situazione andava gestita diversamente: «Hanno affisso cento manifesti, quando sarebbe stata doverosa una lettera ad ogni famiglia - ha detto Scanagatti - sono certo che di quelle famiglie nessuno sapesse nulla». «Quando un cittadino ha chiesto chiarimenti al custode su dove si trovino i resti del figlio non ha ottenuto risposta, ma - ha concluso amaramente - solamente un'indicazione: una tettoia sotto la quale c'erano degli scatoloni con dentro peluche e tutto quanto altro si trovava sulle tombe». 
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