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Reggio Emilia, il dramma dei fratellini morti nell'incendio: la fuga sotto al letto per sfuggire alle fiamme

Fatale una perdita di gas dal termosifone. I genitori hanno provato invano a salvarli

Reggio Emilia, i fratellini morti nell'incendio: l'inutile fuga sotto al letto e la trappola di fuoco
di Claudia Guasco
4 Minuti di Lettura
Domenica 30 Gennaio 2022, 21:35 - Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio, 12:20

Sabato sera, poco prima delle dieci, le grida di Nargis Parteen infrangono il silenzio: «I mie bambini, aiutatemi. Chiamate i vigili del fuoco». Accorrono i vicini, i camion dei pompieri da Guastalla e Luzzara, ma è già troppo tardi. Aysha e Talha, fratellini di otto e sette anni, sono morti bruciati nel rogo della loro casa, divorata dalle fiamme divampate dopo un’esplosione, probabilmente causata dal malfunzionamento di un termosifone che ha saturato le stanze di gas.

Incendio in casa a Reggio Emilia: morti due bambini, salvi i genitori

IN TRAPPOLA
I bimbi erano al primo piano dell’appartamento, non hanno avuto nemmeno il tempo di scappare. Il corpo carbonizzato di Talha, il maschietto, era sul pianerottolo, è stato avvolto dalle fiamme mentre provava a scappare. Quello della sorella Aysha era sotto il letto. «Ha tentato disperatamente di mettersi in salvo, cercava di ripararsi dal fuoco», raccontano i soccorritori. La piccola comunità di Fabbrico, operoso paese in provincia di Reggio Emilia, è sconvolta. La famiglia di Mohamed Arshad è conosciuta, arrivata anni fa dal Pakistan si era integrata, pur mantenendo salde relazioni con la nutrita comunità di connazionali.

 

Aysha e Talha sono nati in Italia, frequentavano la scuola elementare e avevano stretto un rapporto speciale con una coppia di anziani senza figli che abita accanto e facevano loro da nonni. «Erano i loro bambini, sempre in giro per casa - racconta il nipote - Tant’è che il fratello più grande ha chiamato me, non sapeva cosa fare. “Giancarlo vieni, c’è il fuoco”. Mi sono precipitato, ma le fiamme erano già alte. Una scena drammatica, il padre e la madre urlavano disperati». C’era Nargis nell’appartamento con i bimbi, mentre il marito era fuori con i due figli adolescenti. La mamma era in cucina ed è riuscita a fuggire in tempo, i piccoli non hanno avuto scampo. I vigili del fuoco hanno cercato di raggiungere il più velocemente possibile Aysha e Talha, ma era un’impresa disperata: sono stati avvolti dal fuoco e sono morti carbonizzati. I loro corpi sono stati portati fuori da una finestra, perché l’incendio ha polverizzato la scala di legno che collegava i due piani.

LETTERA DI NATALE
«Quando siamo arrivati abbiamo visto le fiamme che uscivano dalle finestre, dalle porte - è ancora provato Antonio Sgrò, uno dei soccorritori - Un collega si è ferito, le strutture sono parzialmente crollate. L’incendio ha avuto uno sviluppo molto veloce, non ha dato il tempo ai bambini di scappare e ha avuto origine al piano terra dove c’erano la sala da pranzo, la cucina e le utenze del gas. La causa è stata una perdita di metano, inodore, non il guasto di una bombola». La fuoriuscita, stando ai risultati dei primi rilievi, è avvenuta da un termosifone: prima il gas ha saturato l’appartamento, poi ha trovato un innesco che in un ambiente piccolo ha generato l’esplosione, propagando l’incendio in tutte le stanze. Compreso il primo piano, dove si trovavano i fratellini. «Mi sono trovato davanti agli occhi una scena che nessuno vorrebbe mai vedere - ricorda il sindaco Roberto Ferrari, accorso in viale Matteotti - La casa era un rogo, i genitori urlavano disperati. Poi si sono accasciati a terra». Un dolore per tutto il paese: «Volevo bene ad Aysha e Talha - dice una vicina in lacrime - A Fabbrico c’è un servizio di pedibus, con altri volontari accompagniamo a scuola e riportiamo a casa i bambini. Tra loro anche i due fratellini, ho una letterina che mi hanno scritto per Natale».
 

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