Palermo, daspo dopo il funerale per tre tifosi: a giugno avevano picchiato i poliziotti e volevano esplodere i fuochi d'artificio

Martedì 22 Dicembre 2020
Palermo, daspo fuori contesto per tre tifosi: a giugno avevano picchiato i poliziotti e volevano esplodere i fuochi d'artificio durante un funerale

Il questore di Palermo ha adottato il daspo in modalità fuori contesto nei confronti di tre persone che lo scorso giugno, durante i funerali di un ragazzo del quartiere Zisa morto in via Regione siciliana per un incidente stradale, si erano resi protagonisti di disordini e violenze.

Con il provvedimento, è stato inibito ai tre l'accesso allo stadio e agli altri luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive. Lo scorso 23 giugno gli agenti in occasione delle esequie furono aggrediti dopo avere sequestrato alcune batterie di fuochi d'artificio che gli amici della vittima volevano far esplodere al passaggio del feretro durante il corteo funebre, mettendo a repentaglio l'incolumità dei presenti. I poliziotti furono picchiati e costretti a trovare riparo all'interno dell'Istituito scolastico De Amicis per proteggersi dalla furia violenta scatenatasi tra la folla. Alcuni esponenti delle forze dell'ordine a causa dei calci e dei pugni ricevuti furono condotti in ospedale per ricevere le cure del caso.

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Cos'è il daspo fuori contesto?

Il divieto di accesso alle manifestazioni sportive, cosiddetto Daspo, è stato riformato. Tra le novità c’è l’introduzione del Daspo nella modalità “fuori contesto”. Può essere cioè applicato per una serie di reati, tra cui associazione di tipo mafioso, estorsione, incendio, rapine, spaccio di stupefacenti e rissa, indipendentemente dal fatto che sia stato commesso in occasione, o a causa, di manifestazioni sportive. Con questo tipo di divieto, l’accesso negli stadi sarà negato agli appartenenti alla criminalità organizzata o a quelli dediti a pericolosi reati, con l’obiettivo di contenere ulteriormente la contiguità tra criminalità comune e tifoserie violente. Saranno presi in considerazione, inoltre, i provvedimenti analoghi al Daspo emessi da autorità di paesi dell’Unione europea e reati commessi all’estero. La durata massima del Daspo arriva a 10 anni; il limite minimo è di 5 anni.

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