No green pass in corteo come deportati ebrei, è bufera: «Ignoranti e in malafede». Speranza: scioccato

Il caso Novara, le Comunità ebraiche: pazzesco che si manifesti in questo modo

No green pass sfilano come deportati ebrei: bufera sul corteo. «Ignoranti e in malafede»
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Domenica 31 Ottobre 2021, 18:57 - Ultimo aggiornamento: 1 Novembre, 16:09

Protesta choc quella messa in scena nel fine settimana a Novara dal movimento no green pass e bufera di polemiche: i manifestanti hanno sfilato indossando delle pettorine a strisce verticali bianco e grigio, qualcuna con un numero appiccicato, come le divise fatte di stracci dei lager nazisti, come i prigionieri di Auschwitz. E per rendere ancora meglio l'idea hanno marciato, due a due, aggrappati a una corda inframezzata di nodi che aveva tutta l'intenzione di richiamare il filo spinato. Sempre evocando i campi di concentramento. Le reazioni non si sono fatte attendere: per le comunità ebraiche, abuso e offesa; per l'Anpi, la trovata di pochi ignoranti; per il governatore laziale Zingaretti, una vergogna.

E mentre gli inquirenti hanno acceso un faro sulla protesta, per valutare se siano stati commessi reati, il ministro della Salute Roberto Speranza si dice «scioccato da chi si richiama ai campi di concentramento» definendo manifestazioni come quella di Novara «cose fuori dalla grazia di Dio». «La mente va all'anno scorso, quando cominciammo a richiudere in maniera consistente, a marzo 2020 con il lockdown che bloccò il Paese per un mese e mezzo - dice il ministro Speranza commentando le immagini choc della protesta - Se mi sento frustrato? Sono un uomo di sinistra, ho frequentato piazze, la questione sociale merita rappresentanza, ma non credo ci sia link tra questione sociale e dittatura sanitaria. Non esiste dittatura sanitaria», sottolinea invitando tutti a «insistere a dare messaggi basati su evidenza scientifica. Queste persone non vanno insultate, ma convinte sui dati che ci dicono che i vaccini sono efficaci e sicuri».

Le comunità ebraiche: assoluto abuso e offesa alla Memoria

«Davanti a farneticazioni come quelle di Novara non è possibile invocare la libertà d'espressione garantita dalla Costituzione»: lo dice Noemi Di Segni, presidente dell'Ucei, unione delle comunità ebraiche italiane. «Paragoni impossibili come quello cui abbiamo assistito costituiscono un assoluto abuso e un'offesa alla Memoria, che non è solo Memoria ebraica ma patrimonio comune di una società e civiltà. Come spesso denunciato in questi mesi e anni, un presidio valoriale sempre più a rischio e il cui persistente oltraggio a rischio mette anche il nostro futuro». Per Rossella Bottini Treves, presidente della Comunità ebraica di Novara e Vercelli, «è già successo in altre città italiane ma queste persone non sanno cosa è stata la Shoah. È pazzesco che si manifesti in questo modo. La storia bisogna conoscerla e fatti del genere mi lasciano senza parole. Lo sforzo della nostra Comunità va soprattutto nella direzione della conoscenza, del sapere. Ovviamente del sapere rivolto a tutti, non solo alle nuove generazione di ebrei». Dura anche la posizione espressa dall'Anpi: «La vergogna dell'ignoranza». Così l'Associazione nazionale partigiani, in un tweet, ha criticato la provocazione messa in atto da alcuni manifestanti contro il green pass che ieri hanno sfilato per le vie di Novara con delle pettorine a strisce che richiamavano le divise dei deportati nei lager nazisti.

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Zingaretti (Pd): ignoranti e in malafede

Politica in campo con condanna bipartisan. Il governatore del Lazio, ed ex segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti: «Non vax vestiti come deportati nei lager nazisti. Vergognatevi: siete dei privilegiati che non si vaccinano e vivete liberi solo grazie al fatto che altri lo hanno fatto per voi. Egoisti perché pensate solo al vostro ego e non alla catastrofe del lavoro, sociale, economica e produttiva che provocherebbe non vaccinarsi e tornare indietro. Siete ignoranti o siete in malafede perché solo in questo caso potete fare questi paragoni. Vogliamo vivere liberi e sicuri e questo obiettivo lo danno solo la scienza e la campagna vaccinale. Vergognatevi e vaccinatevi», conclude.

Ronzulli (FI): intollerabile oltraggio alla storia

«Quanto accaduto a Novara è un oltraggio alla storia che non può essere tollerato». Così, in una nota, la vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato e responsabile del movimento azzurro per i rapporti con gli alleati, Licia Ronzulli. «Ancora una volta i no vax e i no green pass scambiano la libertà di manifestare con il diritto di offendere e strumentalizzare, abbandonandosi a comportamenti inqualificabili e a paragoni assolutamente anacronistici. Quella sfilata non è stata solo offensiva e irrispettosa, ma uno spettacolo squallido, al quale non avremmo mai voluto assistere, inscenato da chi probabilmente non ha neanche chiaro di cosa parla. Quanti hanno voluto irridere i campi di concentramento scendendo in piazza forse ignorano che in simili luoghi non sarebbe stato loro consentito neanche fiatare». 

Il sindaco: anche il legittimo dissenso ha limiti da rispettare

Il sindaco di Novara Alessandro Canelli, espressione della Lega Nord: «Paragonare una posizione ideologica relativa a un vaccino e a un Green pass alla pagina più tragica della nostra storia e a persone che sono state deportate, umiliate, torturate, annientate psicologicamente e assassinate è a dir poco vergognoso. Esprimere le proprie idee e il proprio pensiero è non solo giusto, ma anche un diritto sancito dalla Costituzione. Quindi nulla da dire sulla possibilità di manifestare il dissenso al Green Pass, ma ci sono limiti che non dovrebbero mai essere superati e soprattutto non attraverso la violenza. Perché di questo si tratta, di violenza psicologica che va condannata con forza esattamente come la violenza fisica. Chi vuole manifestare deve prima di tutto mostrare rispetto per gli altri e per la nostra storia». A Novara il 90% delle persone ha deciso di aderire alla campagna vaccinale a tutela di se stessi e degli altri, aggiunge il primo cittadino: «Alla manifestazione c'era una piccola parte di quel 10% mancante che non si è sottoposto al vaccino per svariati motivi». 

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