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Marta Novello, l'accoltellatore scarcerato per errore, i messaggi agli amici: «Torno a giocare alla PlayStation con voi»

La preoccupazione si è fatta palpabile. Tanto è vero che del caso è stato interessato perfino il sindaco, Davide Bortolato, che ha ricevuto le telefonate allarmate di alcuni genitori

Marta Novello, l'accoltellatore scarcerato per errore, i messaggi agli amici: «Torno a giocare alla play station con voi»
di Valeria Lipparini
3 Minuti di Lettura
Domenica 7 Agosto 2022, 19:47 - Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 15:52

Quando ha visto le porte del carcere di Napoli aprirsi, ha avviato un profilo Instagram nuovo di zecca per comunicare la notizia ai suoi amici di Mogliano. «Guardate che sto tornando. Così, ci troviamo a giocare alla play station». A scrivere il messaggio è stato il 15enne che nel marzo scorso, a Mogliano, accoltellò Marta Novello, colpendola con 23 pugnalate. Un'aggressione brutale che aveva scosso l'intera comunità. Adesso il giovanissimo, rilasciato per un errore burocratico, cercava di riallacciare le vecchie amicizie. In un attimo la notizia è volata di telefonino in telefonino. E, dai figli, è passata alle loro mamme.

Marta Novello, il 16enne che l'ha accoltellata scarcerato per errore e i messaggi agli amici: «Torno a giocare alla play station con voi»

Telefonate al sindaco

La preoccupazione si è fatta palpabile. Tanto è vero che del caso è stato interessato perfino il sindaco, Davide Bortolato, che ha ricevuto le telefonate allarmate di alcuni genitori.

«Sta tornando l'accoltellatore di Marta? Mio figlio mi ha detto che vuole andare a giocare con lui». Questo il tenore delle telefonate. «Ho rassicurato, dicendo che al minorenne era stata trovata una struttura, fuori Regione, che lo avrebbe accolto» ammette il primo cittadino. Poi, però, le cose non sono andate così. Nel senso che il 15enne, già condannato in primo e secondo grado, è a Londra con la madre. Prima di prendere il largo, però, madre e figlio hanno fatto tappa proprio a Mogliano. E questo ha destato l'allarme della cittadina. Il profilo Instagranm è già chiuso e il ragazzino è oltre Manica.
Restano, però, tutti i dubbi su un meccanismo giudiziario che si è inceppato. Il 15enne, rinchiuso nel carcere minorile trevigiano e poi trasferito a Napoli in quanto aveva partecipato, peraltro non come capobanda, alla sommossa registrata ad aprile, non aveva ricevuto la notifica della comunicazione di un suo trasferimento dal carcere minorile a una comunità, che Comune e Usl avevano individuato in poche ore, proprio per tener fede all'ordinanza del Tribunale per i Minori di Venezia. E così lui è libero e lontano dal Paese.

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La politica

A prendere posizione il deputato trevigiano della Lega Giuseppe Paolin, componente della commissione Affari Sociali della Camera, che si scaglia contro l'avvocato difensore: «Inopportuno che stesse a Mogliano senza la madre? No, è allucinante che un soggetto estremamente violento che ha quasi ammazzato una persona senza, pare, alcun motivo non sia in prigione ma sia libero di delinquere nuovamente». 

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