Milano, le fiamme del grattacielo partite dal 15° piano. Il pm: «I pannelli bruciavano come cartone»

Milano, il grattacielo in fiamme ancora brucia. La rabbia dei condomini: «Doveva essere ignifugo»
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Lunedì 30 Agosto 2021, 06:58 - Ultimo aggiornamento: 31 Agosto, 10:41

Le fiamme del grattacielo di via Antonini a Milano, da ieri in preda a un incendio che l'ha letteralmente divorato, sono partite dal 15° piano. Il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, ieri ha escluso vittime mentre sarà compito ora della magistratura stabilire le cause del fuco che sembra sia partito dalla facciata, composta, secondo i residenti, da materiale ignifugo.

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In strada ci sono ancora dei detriti, pezzi di vetri e di facciata che si sono staccati durante l'incendio. «La situazione attuale è che l'incendio formalmente ancora non è estinto completamente - ha spiegato Giuliano Santagata, comandante dei vigili del fuoco di Milano -. Dentro la torre concretamente ci sarà ancora qualche focolaio che andrà verificato e spento. »Mai vista a Milano una cosa così. E' probabile che la facciata fosse fatta di materiale molto combustile«, ha detto.

Le parole del pm

I pannelli di rivestimento del grattacielo milanese sono «bruciati come il cartone». Così gli inquirenti milanesi che indagano sulle cause e sulle responsabilità del maxi rogo spiegano che «evidentemente» il materiale con cui sono stati realizzati non era ignifugo. «Ero appena tornato a casa dalle vacanze, ho sentito un forte odore di fumo già sul pianerottolo, mi sono affacciato dalla finestra e ho visto le volute di fumo provenire dall'appartamento di sotto al quindicesimo piano». Così, in sostanza, un inquilino del sedicesimo piano ha raccontato a verbale agli investigatori, nell'inchiesta della Procura di Milano, il momento in cui ha lanciato l'allarme per il rogo della 'Torre dei Moro' a Milano. Ha telefonato ai vigili del fuoco, ha bussato a più porte per allertare gli altri inquilini e decisiva per diffondere l'allarme, stando al suo racconto, è stata una «chat» creata tra i condomini.

E ancora. Il sistema antincendio della Torre dei Moro, il grattacielo divorato dalle fiamme ieri a Milano, presentava diverse «criticità» e in particolare le «bocchette» dell'impianto da attivare manualmente funzionavano fino al quinto piano, non erano attive tra il quinto e il decimo, mentre hanno funzionato in parte tra il decimo e il diciottesimo piano. È quanto hanno accertato al momento gli inquirenti milanesi. Le scale, invece, hanno consentito alle persone che stavano lasciando il palazzo di scendere in sicurezza, perché hanno un meccanismo che evita che il fumo possa entrare nelle scale stesse.

Rischio crollo?

Nelle prossime ore saranno realizzate delle verifiche di tipo strutturale sul palazzo di via Antonini a Milano che ieri è stato avvolto falle fiamme di un incendio che ancora non è stato completamente risolto. «Il rischio strutturale sarà verificato da uno strutturista. Noi diciamo per precauzione che adesso l'edificio è pericolante - ha spiegato Giuliano Santagata, comandante dei vigili del fuoco di Milano - Questa struttura è stata compromessa da un incendio e quindi potrebbe subire danni. La verifica sarà fatta nelle prossime ore, c'è qualche situazione di pericolo e questo non si può nascondere, ma nessuno può dire se cadrà il palazzo».

 

«L'edificio non rischia di cadere - fanno sapere all'Adnkronos dalla centrale operativa dei vigili del fuoco di Milano - non è stata intaccata la struttura portante, si è bruciato il rivestimento ma non c'è pericolo che crolli». «Il palazzo è ancora in fase di spegnimento - sottolineano - siamo ancora sul posto con tutte le squadre e stiamo cercando di salire i piani, che restano bollenti. Abbiamo difficoltà a salire per constatare che tutti siano effettivamente stati evacuati. Per ora siamo arrivati fino al sesto piano». Sul luogo dell'incendio, intanto «ci sono già i funzionati e gli ingegneri per disporre tutte le verifiche strutturali» rimarcano.

Il cortocircuito

Tra le cause dell'incendio c'è anche quella di un cortocircuito che potrebbe essersi sviluppato al 15esimo piano, dove si sono originate le fiamme, come dimostra un video agli atti dell'inchiesta realizzato da un residente della zona. Al momento, comunque, come precisato dagli inquirenti, non è possibile ancora avere risposte precise sulle cause del maxi rogo. Da Roma, intanto, per condurre le indagini sono arrivati anche gli specialisti del Nucleo investigativo antincendi dei Vigili del Fuoco. 

Mahmood tra i residenti

Tanti gli appartamenti, numerose le famiglie che abitano qui. Settanta in tutto, alcune ancora in vacanza, altre che rientrano da una gita domenicale. Al nono piano vive il cantante Mahmood, vincitore di Sanremo, raggiunto al telefono dai soccorritori. I residenti vengono radunati su un praticello accanto alla strada e registrati, si cerca l'amministratore del condominio per avere la lista di chi abita e procedere all'angosciante spunta. Chi c'è, chi non c'è. Ciò che lascia ben sperare, spiega il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano davanti al palazzo che brucia, «è che i primi ad accorgersene abitavano ai piani alti e scendendo hanno suonato il campanello degli altri condomini». Una ventina di persone sono uscite senza problemi, afferma Sala, «ora i vigili del fuoco entrano casa per casa, sfondando le porte per vedere se qualcuno è rimasto dentro. Siamo positivi rispetto al fatto ci sia stato tempo uscire, ma finché il controllo non viene fatto in ogni appartamento non possiamo esserne certi. Ho visto dei pompieri con le mani ustionate, stanno svolgendo un encomiabile lavoro, come sempre».

LA COPERTURA FUSA

La Procura ha aperto un'inchiesta per disastro colposo, da capire come sia partito l'incendio e soprattutto come abbia fatto a divampare così in fretta. «Ci avevano detto che i pannelli che ricoprivano il palazzo erano ignifughi, invece sono bruciati rapidamente come fossero burro», riflette una condomina. «Saranno i tecnici a fare una verifica, ma ricordo perfettamente che ci avevano detto che quei pannelli erano resistenti al fuoco». 

Nessuna vittima - Il pm Tiziana Siciliano, che questa mattina ha raggiunto il grattacielo per un sopralluogo. «Si conferma che non ci sono vittime, che è la cosa più importante, se non un cagnolino» ha aggiunto Siciliano. «Gli ultimi due piani verranno raggiunti e questo deve ovviamente essere fatto nella massima sicurezza perchè a noi interessa che i vigili del fuoco agiscano in sicurezza. Non ci sono problemi di stabilità, a quanto sembra, almeno per poter ispezionare, ma sono passate poche ore e sta ancora fumando».

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