Maresciallo dei carabinieri ucciso in provincia di Lecce, si indaga sulla sua vita privata

indagine sulla vita privata del maresciallo ucciso a fucilate a Copertino
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Martedì 4 Maggio 2021, 20:19 - Ultimo aggiornamento: 20:21

Si indaga sulla vita privata dell'ex maresciallo dei carabinieri Silvano Nestola, 46 anni, ucciso a Copertino, in provincia di Lecce, nella tarda serata di ieri con tre colpi di fucile al torace. Per tutta la notte e poi ancora oggi, i carabinieri hanno ascoltato persone informate sui fatti, recuperato informazioni attraverso immagini, testimoni e dichiarazioni di parenti e conoscenti, per cercare di ricostruire gli ultimi giorni di vita dell'ex militare e risalire a un movente e a un autore dell'omicidio.

Esclusa la pista della criminalità organizzata e anche quella del contesto professionale della vittima, gli investigatori si sono concentrati sulla vita privata di Nestola, uomo molto schivo che - a quanto risulta dai primi accertamenti - non aveva confidato alla sorella le sue relazioni sentimentali. Insistendo su questo aspetto, i militari sono risaliti alla famiglia di San Donaci, i cui componenti - uno dei quali con regolare porto d'armi - nel pomeriggio sono stati sentiti come persone informate sui fatti. Dopo alcune ore hanno fatto ritorno a casa. Intanto i carabinieri sono ritornati sul luogo del delitto per un ulteriore sopralluogo e nei prossimi giorni la Procura disporrà l'autopsia per accertare l'esatta traiettoria dei proiettili, la distanza dalla quale sono stati esplosi i colpi di fucile e ricostruire così la dinamica dell'omicidio.

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Nestola era stato in servizio al comando provinciale di Lecce fino allo scorso settembre e da allora era stato collocato a riposo perché riformato. Un matrimonio finito alle spalle e un figlio di 10 anni con il quale quasi ogni sera andava a cenare a casa della sorella, in contrada Tarantino, lì dove è stato ammazzato. Un abitudinario, a quanto risulta, tanto che il sicario potrebbe aver studiato i suoi movimenti appostandosi fuori dall'abitazione e aspettando che uscisse per sparare. Ieri sera, infatti, hanno ricostruito fino ad ora gli investigatori della Tenenza di Copertino, del Comando di Brindisi e del Ros di Lecce, il 46enne aveva parcheggiato la sua Toyota Yaris davanti all'ingresso, per poi entrare in casa con il figlio. A fine cena, sempre con il bambino accanto, sarebbe uscito dirigendosi verso l'auto e in quel momento sarebbe partito il primo colpo.

Nestola avrebbe immediatamente fatto rientrare il figlio in casa, per proteggerlo, mentre lui avrebbe deciso di affrontare il killer, forse perché lo conosceva. Gli sarebbe andato incontro a piedi ma non avrebbe fatto in tempo a mettersi in salvo, perché la persona che lo stava aspettando, armata di fucile e incappucciata, avrebbe esploso altri tre colpi dall'arma automatica che imbracciava, caricata con 4 proiettili corrispondenti ai bossoli trovati, ferendolo a morte. Il sicario, che alcuni testimoni hanno visto scappare, si sarebbe poi allontanato a piedi ma, ritengono gli inquirenti, è probabile che avesse lasciato ad una certa distanza un'auto a bordo della quale è fuggito facendo perdere le sue tracce. I carabinieri, coordinati dalla Procura di Lecce, hanno acquisito alcuni filmati di telecamere che si trovano lungo la strada e, dopo i rilievi tecnici, hanno cominciato a raccogliere le altre informazioni utili alle indagini.

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