Incendi, arrestati due pastori a Siracusa: sventato il rogo di Ferragosto. Il business degli allevamenti

Incendi, arrestati due pastori a Siracusa: sventato il rogo di Ferragosto. Il business degli allevamenti
di Michela Allegri
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Domenica 15 Agosto 2021, 07:31 - Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 10:05

Un business criminale: bruciare il terreno per eliminare foglie, rami e sterpaglie e rinnovare i pascoli per massimizzare il profitto delle aziende zootecniche. Molti dei roghi che in questi giorni stanno devastando l'Italia sono di matrice dolosa. Spesso, secondo gli inquirenti, l'interesse è di tipo economico. L'ultimo caso è quello di due pastori siciliani, padre e figlio, di 60 e 27 anni, che progettavano un maxi-rogo di Ferragosto. Sono stati arrestati ieri dai carabinieri di Noto, che li hanno pedinati e intercettati. Sono accusati di almeno due degli incendi dolosi che a luglio hanno distrutto le campagne di Buccari, nel siracusano, arrivando addirittura a ridosso del centro abitato.

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Le intercettazioni

Le intercettazioni hanno consentito di sventare l'ultimo colpo e di ricostruire il movente. L'obiettivo degli indagati era quello di ampliare le terre per il pascolo del loro bestiame, risparmiando sulle spese per l'acquisto del foraggio. Gli investigatori parlano di uno «spaccato inquietante»: gli allevatori non si sarebbero fatti scrupoli nell'incendiare boschi, aree estese di macchia mediterranea, frutteti, aree protette, uliveti. Nelle conversazioni captate si accordavano sulle modalità di azione: nell'appiccare le fiamme «per pulire il terreno dall'erba secca e dai rovi» - annotano gli inquirenti - tenevano conto delle temperature, del tempo, della potenza del vento. Nella loro auto è stata trovata una tanica di gasolio. I carabinieri sono riusciti a identificare i due piromani mappando i punti di origine dei roghi, subito apparsi di matrice dolosa, soprattutto per le modalità di propagazione.
Ieri c'è stato anche un altro arresto: nella provincia di Caserta, nei pressi delle cave in disuso in località Centopertose, mentre le fiamme stavano travolgendo una vasta area, la Polizia ha scoperto un cittadino romeno mentre alimentava fuoco con delle sterpaglie. L'uomo era già finito sotto inchiesta per avere provocato un altro rogo nell'estate del 2017. Intanto, mentre sono stati presi i primi responsabili per gli incendi che stanno devastando il Sud del Paese e la Sardegna, il governo sta mettendo a punto un pacchetto di interventi per le zone più martoriate: tra le misure previste ci saranno anche ristori per consentire alle imprese agricole e zootecniche di proseguire la loro attività.

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Gli interventi

L'obiettivo è «scongiurare il rischio di abbandono delle zone colpite che aggraverebbe ulteriormente la già delicata situazione dei territori», ha anticipato su Facebook il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli. Dai dati che arrivano dalla Commissione europea, e in particolare dall'European Forest Fire Information System, emerge che l'Italia è il Paese dell'Ue più colpito dai roghi: dall'inizio dell'anno le fiamme hanno divorato 120.166 ettari, una superficie grande quasi quanto la città di Roma. La Penisola detiene il primato anche per il numero di incendi divampati: quelli di grandi dimensioni sono stati già 472.

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