«Ecco che succederà con queste temperature». Clima, gli effetti peggiori possibili già in autunno

«Ecco che succederà con queste temperature». Clima, gli effetti peggiori possibili già in autunno
di Luca Telli
3 Minuti di Lettura
Domenica 15 Agosto 2021, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 20:27

«Quest’ondata di caldo ha dei responsabili precisi: è il frutto dei nostri comportamenti per i quali stiamo già pagando e continueremo a pagare le conseguenze. Invertire la rotta? Il tempo è quasi scaduto». Ieri la colonnina di mercurio ha sfiorato i quaranta gradi, oggi ci si avvicinerà di nuovo, secondo le previsioni poi, afa e caldo potrebbero continuare fino a fine mese con tregue di breve durata.

 A quello che succede sulla terraferma, il professor Giuseppe Nascetti docente di ecologia dell’Università degli Studi della Tuscia, guarda con preoccupazione; ancora di più a quanto sta accadendo qualche chilometro sopra le onde del Mediterraneo dove, spiega: «le temperature fuori controllo stanno contribuendo ad ammassare enormi quantità di energia».

Una bolla che minaccia di esplodere in autunno quando le correnti fredde dell’anticiclone atlantico si troveranno di fronte un muro compatto di aria bollente; «uno scontro, è proprio il caso di dirlo – spiega Nascetti - l’esito del quale non è troppo difficile da ipotizzare».

Non c’è bisogno, stavolta, di affidarsi a un algoritmo matematico per tracciare le linee del futuro «perché – continua Nascetti – episodi del genere si sono visti altre volte. A cambiare sono solo l’intensità delle ondate di calore e la frequenza con la quale questi squilibri si verificano», con effetti sempre peggiori.

La possibilità è quella di assistere a una serie di eventi estremi: «Lo scontro tra due masse energetiche così potenti come nella prospettiva che si sta concretizzando potrebbe dare vita a piogge torrenziali, se non alluvionali, di portata che siamo abituati a vedere ogni 30 anni. Episodi eccezionali che, con un’accresciuta valenza distruttiva, potrebbero diventare la normalità».

 Il fenomeno descritto da Nascetti è effetto diretto del global warming, il riscaldamento globale generato da un aumento delle concentrazioni di gas serra nell'atmosfera, principalmente da attività umane come la combustione di combustibili fossili e l'agricoltura, dal quale la comunità scientifica sta mettendo in guardia da almeno tre decenni.

«Il cambiamento climatico è in atto: l’area del Mediterraneo sta subendo pesanti alterazioni e più velocemente di quanto era preventivato. Con il riscaldamento delle acque. e l’arrivo di specie ittiche aliene senza un antagonista naturale, rischiamo di vedere compromesso per sempre un ecosistema millenario».

 Un cambiamento che va di fretta e punta la prua verso la tropicalizzazione del clima che se da una parte si traduce con l’aumento delle precipitazioni a carattere alluvionale, dall’altra si concretizza con stagioni sempre più aride veicolo per gli incendi; «dietro i quali, è bene ricordarlo, c’è sempre la mano dell’uomo – spiega Nascetti -. Contro i piromani la lotta deve essere serrata: un rogo di foresta secolare comportata danni enormi, possono volerci centinaia di anni prima che la situazione torni in equilibrio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA