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Dj morta, la criminologa Bruzzone: «Viviana Parisi sapeva che sarebbe stato un viaggio senza ritorno»

Mercoledì 19 Agosto 2020 di Ida Di Grazia
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Dj morta, la criminologa Bruzzone: «Viviana Parisi sapeva che sarebbe stato un viaggio senza ritorno»

Gioele, parla la criminologa Roberta Bruzzone: «Viviana Parisi sapeva che sarebbe stato un viaggio senza ritorno». Mentre si attendono gli esiti sul ritrovamento di quelli che potrebbero essere i resti di Gioele Mondello, il bimbo scomparso il 3 agosto insieme alla madre, Viviana Parisi, la crimonologa ha analizzato a dinamica di quello che sembrerebbe un caso di "omicidio-suicidio".

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L'incidente


Viviana Parisi dopo un incidente in auto, non lontano da Sant'Agata di Militello, è stata vista, con in braccio il figlio, mentre si allontanava verso le sterpaglie ai lati della strada. «E' probabile che sia la stessa data di morte del piccolo Gioele, 4 anni, i cui resti sono stati trovati questa mattina da un ex carabiniere non lontano dal traliccio dell'alta tensione da cui la donna potrebbe essersi gettata». Così ha dichiarato la crimonologa Roberta Bruzzone all'AGI analizzando il caso. Secondo l'esperta già da quando si era avviata da casa «Dicendo al marito che sarebbe andata a comprare un paio di scarpe, mentre non l'ha mai fatto, Viviana sapeva che il suo viaggio sarebbe stato senza ritorno». E' probabile poi che «l'incidente con il furgoncino abbia accelerato la situazione, ma quando la donna ha incontrato un testimone che ha tentato di parlarle, lei non ha risposto: un segno evidente che si trovava gia' in piena crisi dissociativa e si stava dirigendo verso un altro luogo per attuare il suo intento suicida». In questo contesto, Bruzzone afferma che la donna "non si e' mai separata dal suo bambino". Del resto "la crisi mistica" diagnosticata anche in un certificato trovato nel cruscotto dell'auto «è in letteratura la causa piu' probabile negli scenari in cui a uccidere un figlio è un genitore. E' la condizione piu' pericolosa che porta ai casi di omicidio-suicidio o di 'suicidio-allargato' di cui si parla in queste occasioni. Il piccolo di 4 anni avrebbe pero' dovuto essere allontanato o comunque mai lasciato solo con la madre - insiste la criminologa e psicologa clinica - visto che il quadro della dimensione delirante in cui viveva la donna era chiaro, con fenomeni allucinatori e crisi psicotiche. Non e' verosimile e non esiste in letteratura - conclude - che da queste patologie si possa guarire in pochi mesi (l'ultimo ricovero psichiatrico di Viviana risale a marzo). Comprensibile dunque, l'atteggiamento del marito Daniele che ha ribadito spesso di essere sicuro che la moglie 'non avrebbe mai fatto del male a Gioele': Non stupisce, perche' in alcuni momenti questi soggetti si mostrano apparentemente tranquilli e conservano una certa luciditaà che può ingannare un occhio non esperto». 

 

 
 

Ultimo aggiornamento: 21:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA