Dj morta, l'ex carabiniere che ha trovato i resti: «Ho cercato dove nessuno era arrivato. Un dono di Dio»

Mercoledì 19 Agosto 2020
Dj morta, l'ex carabiniere che ha trovato i resti: «Ho cercato dove nessuno era arrivato. Un dono di Dio»

Ore 10,28,. L'ex carabiniere Giuseppe Di Bello si inoltra dove nessuno finora si era spinto nelle ricerche del piccolo Gioele Mondello, nella boscaglia più fitta, nei pressi di Caronia, nel Messinese. Ha un falcetto in mano, e conosce bene quei luoghi. Può farsi largo tra la vegetazione più fitta, passare dove solo gli animali possono. Tra i rovi, quelli impenetrabili, c'è  un piccolo tronco, la testa più in là, e poi altre ossa, un ciuffo di capelli. Le tracce che si inseguivano da giorni. I resti sono «al 99 per cento di Gioele», dicono gli investigatori, del bambino di 4 anni scomparso il 3 agosto nei pressi di Caronia, insieme alla mamma Viviana Parisi, la dj trovata morta a qualche centinaio di metri. «L'ho trovato dove gli altri non lo hanno cercato. Sono arrivato dove nessuno era ancora arrivato». Di Bello, sfinito dalle ore passate in mezzo ai rovi, un cappellino mimetico in testa e una maglietta blu, si infila in macchina. Come è finito, secondo lei, Giole lì? «Non mi interessa, saranno i magistrati a scoprirlo», risponde ai giornalisti.
Il corpicino che quasi certamente appartiene al bambino di 4 anni era straziato «dagli animali selvatici. È stato un dono di Dio, ritrovarlo», aggiunge il carabiniere in congedo. Gli animali, anche cani e maiali, potrebbero aver trascinato il corpo fin lì, a circa 700 metri dal tralicco dove è stata trovata la mamma. 

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«È stato straziante vedere quel tronco di bambino senza arti, con un pezzetto di femore e null'altro», racconta uno dei soccorritori. «C'è anche un ciuffo di peli, non si sa se sono del bimbo o di un animale accanto ai resti».

 

Il procuratore di Patti: «Perché trovato da un volontario? Lo appureremo»


«Appureremo anche questo ma a me in questo momento non interessa chi lo abbia cercato o trovato, l'importante è averlo trovato. Noi abbiamo sempre detto che tutto conduceva a questo posto è abbiamo detto che dovevamo insistere nella ricerca. Non ci interessa chi lo ha trovato». Lo ha detto il procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo dopo il ritrovamento dei resti umani del bambino rispondendo alla domanda dell'Adnkronos sul perché fosse stato un volontario a trovare il corpo nonostante le ricerche di decine di soccorritori professionisti. «Vi garantisco che la condizione dei luoghi è difficile», dice ancora Cavallo.

L'ex carabiniere

Giuseppe Di Bello, 55 anni, è un ex carabiniere di Capo D'Orlando. Il militare in congedo questa mattina aveva raccolto l'appello di Daniele Mondello, padre di Gioele, unendosi ad alcune centinaia di volontari che hanno cominciato a perlustrare la zona attorno all'autostrada Messina-Palermo. L'uomo dopo aver trovato i resti ha chiamato i vigili del fuoco che a loro volta poi hanno girato la segnalazione al magistrato che coordina l'inchiesta, il procuratore di Patti Angelo Cavallo, e alla polizia scientifica.Francesco Radicic, un altro volontario che era insieme all'ex carabiniere, ha detto che Di Bello era molto motivato: «aveva in mano una falce con cui si è fatto largo in mezzo ai rovi e a una fitta vegetazione fino a trovare i resti».

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 20 Agosto, 00:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA