Coronavirus, scuole chiuse in Italia: decalogo di sopravvivenza per genitori ai tempi dell'epidemia

Coronavirus, scuole chiuse in Italia: decalogo di sopravvivenza per genitori ai tempi dell'epidemia
di Veronica Cursi
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Mercoledì 4 Marzo 2020, 15:57 - Ultimo aggiornamento: 5 Marzo, 07:33

Le chat delle mamme non smettono di squillare: «Scuole chiuse in tutta Italia, ma è vero?». Qualcuno tutto sommato la prende bene: «Era inevitabile». Ma la maggior parte dei genitori è incredulo: «Follia! E adesso chi me li tiene i bambini? Che faccio smetto di andare a lavoro?».

Decalogo di sopravvivenza per famiglie ai tempi del coronavirus, con il governo che ha chiuso tutti gli istituti in Italia fino al 15 marzo e le mamme e i papà che sono sull'orlo di una crisi di nervi.

La didattica online. Alcune scuole hanno già inviato email ai genitori per predisporre il piano di didattica alternativa con piattaforme online e compiti da fare sul web. Qualche altro istituto si sta organizzando con plichi di lezioni da spedire a casa. In poche parole, cari genitori (o chi per voi) preparatevi a trasformarvi in maestri. Come se fosse facile convincere bimbetti felici di non stare in classe a studiare dentro casa. 

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Chi mi tiene il pupo? E' la domanda più ricorrente tra le famiglie di lavoratori che non hanno nonni o babysitter a cui affidarsi. Le aziende cosa faranno: smart working per tutti i dipendenti con figli? Giorni di permesso? Ferie forzate?

Bambini a casa e genitori a lavoro. «Un controsenso» per molti. Se le scuole vengono chiuse per rischio contagio, non rischiano forse di essere contagiati lo stesso i ragazzi a contatto con mamme e papà che ogni giorno prendono mezzi pubblici, fanno riunioni, vanno al supermercato, fanno insomma una vita normale?

Superato (con difficoltà) il capitolo istruzione, come ci si mette con le attività extrascolastiche? Lezioni di calcio, danza, nuoto, musica, ginnastica: ai bamini saranno vietate anche quelle? In quel caso preparatevi a organizzarvi dentro casa con giochi da tavola e sessioni di film o al parco con palloni, biciclette, monopattini. No ai luoghi affollati, ma l'aria aperta è fortemente consigliata.

Le mamme ansiose. Sono le madri «so tutto io», quelle che hanno il parente virologo, il marito medico, il fratello scienziato, il conoscente paziente zero ma guarito. Che già da settimane non mandavano i figli a scuola «perché non rischio la vita del mio bambino», che si fanno il bagno nell'amuchina, hanno ordinato pacchi di mascherine e adesso non vedevano l'ora di dire  "te l'avevo detto".

Come ci si dovrà comportare con le feste degli amichetti o in tutte quelle occasioni di socializzazione tipiche di chi ha figli? Ci sono genitori che stanno disdicendo pranzi, compleanni, serate. Menomale che Whatsapp, Instagram e Tik Tok non sono ancora a rischio contagio: perché quella sarà l'unica vita social che molti ragazzi faranno (purtroppo).

Rifugiamoci al mare. C'è chi sta già progettando fughe nelle case di vacanza con libri e computer al seguito. Se dobbiamo stare in isolamento, almeno stiamoci bene. 

Ridere per non piangere. E' sempre una buona terapia. Pochi minuti dopo l'annuncio della possibilità di chiudere tutte le scuole, sui social sono già comparsi meme di ogni tipo: «Scommettiamo che se continuano a tenere chiuse le scuole, il gruppo Whatsapp delle mamme trova il vaccino?». 
 

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