CORONAVIRUS

Coronavirus, i parrucchieri dopo la quarantena. «Nulla sarà come prima, pettini sigillati e orari più lunghi per la ripartenza»

Venerdì 10 Aprile 2020 di Raffaele Alliegro
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Gli uomini tirano fuori dai cassetti le macchinette per tagliare i capelli. Le donne assistono, sgomente, all'avanzare della ricrescita. E tutti, con il passare dei giorni di isolamento domiciliare imposto dalla pandemia, fanno i conti con un fenomeno solo apparentemente secondario: la chiusura dei barbieri e degli acconciatori, l'impossibilità di raggiungerli e di mettere ordine nella capigliatura che ormai comincia a prendere il sopravvento.

Gli acconciatori, intanto, pensano al dopo. Da una parte tentano di dare difficili consigli per il taglio “fai da te” ai clienti chiusi in casa, ricordando alle signore che un po' di ricrescita è ormai diventata quasi una mise che fa moda. E dall'altra si preparano a quella fase 2 in cui nulla sarà più come prima e anche loro dovranno trovare un nuovo modo di accogliere i clienti.

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Dice Valerio Galeotti, responsabile romano del settore benessere della Cna, la Confederazione nazionale dell'artigianato: «Quando riapriremo dovremo tutti riorganizzare la nostra attività. Non si potrà lasciare nulla al caso, bisognerà ripensare ogni gesto, ogni procedura. Dunque sfruttiamo questo tempo per riflettere e acquisire nuove competenze». Con ogni probabilità il ritorno alla vita normale sarà graduale. Anche andare dall'acconciatore non sarà cosa facile, nel salone affollato di gente, con tutte le poltrone occupate dai clienti.

Cosa avverrà nel periodo di passaggio dalla quarantena alla normalità?
Innanzi tutto, il ripensamento dell'attività avverrà in funzione della distanza tra le postazioni, rigorosamente «di due metri». Per evitare il rischio di calo delle presenze e di perdita del fatturato «abbiamo pensato di allungare le fasce di orario di lavoro dalle 8 alle 21, invece che dalle 8 alle 19 e il numero dei giorni di apertura, non più 5 su 7 ma 6 su 7. In questo modo riusciremo ad avere garantite le presenze giornaliere precedenti la crisi. Può essere una valida soluzione per la categoria indipendentemente dalla grandezza del locale», dice l'acconciatore Maurizio Polidori.

Nel locale, poi, verranno introdotte nuove regole e applicate con più rigore abitudini in parte già consolidate: igienizzazione a partire dall'ingresso, gel disinfettante per i clienti, copriscarpe usa e getta da indossare come negli studi dentistici, coprigiacche monouso, camici, asciugamani usa e getta sigillati in buste apposite, mascherine e guanti obbligatori per tutti, dal cliente all'operatore. E novità al banco: «Pettini e spazzole disinfettate, imbustate e sigillate», pronte all'uso per il cliente successivo. «Poltrone coperte da coprispalle monouso e igienizzate tra un cliente e l'altro». Infine, resterà l'abitudine del caffè: «Sarà offerto indossando appositi guanti, mentre il denaro verrà messo in cassa usando dispositivi di sicurezza». Aggiunge Danilo Cervelli, acconciatore: “All'entrata del negozio ci dovrà essere l'amuchina per le clienti e per noi. Si eviterà qualsiasi contatto diretto. Si farà accomodare al lavaggio la persona con la mascherina. Le postazioni davanti allo specchio, la mensolina e la poltrona, saranno disinfettate a ogni cambio di cliente. E tutti indosseranno camici monouso”.
La nuova vita di barbieri e acconciatori nel periodo post quarantena passerà anche per una completa riorganizzazione dell'attività imprenditoriale, assicura Galeotti: «A Roma ci sono 6.500 acconciatori e barbieri, nel Lazio 9000. In questi giorni sono tutti chiusi. I titolari stanno tentando di accedere al credito facilitato garantito dal governo e alle possibilità offerte dalla Regione. Per i dipendenti si può sfruttare la cassa integrazione. Ma in futuro per restare sul mercato un nuovo approccio manageriale sarà indispensabile anche nelle piccole attività. Dal punto di vista della gestione, bisognerà ad esempio organizzare gli appuntamenti scaglionandoli. E i clienti andranno fidelizzati con nuove idee creative, utilizzando i social per avere un contatto continuo. Ci sarà una grande trasformazione».

Resta da capire come raggiungere nel modo migliore quel momento, come arrivarci riuscendo a tenere sotto controllo le capigliature nel periodo di isolamento in casa. Spiega Cervelli: «Bisogna aspettare. E' vero che molti uomini stanno usando le macchinette per tagliare i capelli, ma il risultato non è quello a cui ci hanno abituato i barbieri. Alle donne, afflitte dal problema della ricrescita, posso dire di non preoccuparsi. Dieci anni fa le mèches cominciavano alla base del capello. Ora non è più così, bisogna lasciare sempre in vista un piccolo tratto bianco. Insomma, niente paura: un po' di ricrescita ora è di moda».
 

Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 10:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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