CORONAVIRUS

Coronavirus, mascherine illegali, tamponi abusivi e falsi consigli medici: i Nas contro le truffe

Venerdì 20 Marzo 2020 di Michela Allegri
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Non ci sono solo i controlli sulle uscite da casa, le verifiche sulle autocertificazioni e i posti di blocco di fronte a parchi e giardini. In questi giorni di emergenza sanitaria, diventano sempre più serrate le ispezioni dei carabinieri del Nas, che spesso sfociano in sanzioni e denunce. Perché in tempi di Coronavirus, con mascherine esaurite in ogni farmacia e l'ansia degli italiani che cresce di giorno in giorno, la truffa è davvero dietro l'angolo. E, troppo spesso, c'è chi se ne approfitta. Gli esempi sono tantissimi: mascherine abusive vendute sottobanco, prezzi maggiorati, soluzioni igienizzanti non certificate esposte in farmacia, addirittura tamponi realizzati in modo clandestino, ovviamente dietro pagamento. Dal Nord al Sud dell'Italia, le operazioni sono decine.

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Torino
Si parte da Torino, dove negli ultimi giorni il Nas ha denunciato il titolare di una farmacia che vendeva al dettaglio dispositivi facciali filtranti monouso ad un prezzo superiore rispetto a quello praticato in epoca antecedente alla diffusione del Coronavirus: prima dell'emergenza il costo era di 11 euro al pezzo, schizzato in questi giorni a circa 20 euro. Nella stessa farmacia sono state sequestrate 85 mascherine monouso tipo FFP2 e FFP3 e anche un quaderno di prenotazioni e ordini evasi sia per mascherine che per gel disinfettante. Denunciato anche il titolare di un’azienda distributrice di prodotti sanitari per vendita di mascherine a prezzi esorbitanti: dispositivi che prima della crisi costavano slo 55 centesimi sono arrivate a quota 11 euro al pezzo. Nella stessa azienda sono anche state sequestrate 230 mascherine tipo FFP2. Rischia di finire sotto inchiesta anche il titolare di una ferramenta che ha messo in vendita mascherine antipolvere a 9 euro, a fronte di un costo di approvvigionamento di 1,60 euro. Prima del panico collettivo, lo stesso prodotto veniva venduto a soli 3 euro. Il Nas di Torino ha anche identificato una biologa nutrizionista che faceva pubblicità ingannevole: aveva esposto accanto al suo studio un cartello in cui si promuovevano rimedi naturali apparentemente in grado di prevenire e sconfiggere il Covid 19. Si trattava di informazioni prive di fondamento scientifico che la donna divulgava anche su Facebook. La sua pagina ora è stata oscurata.

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Campobasso
Il Nas di Campobasso ha invece accertato la mancanza di spazi sufficienti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale in due stazioni di servizio in Termoli. Circostanza che ha provocato l'emissione di provvedimenti di sospensione dell’attività da parte del sindaco. A Catanzaro, invece, i militari hanno deferito all'autorità giudiziaria il responsabile di una sala scommesse per inosservanza della chiusura dei locali. E ancora: a Cagliari è stata requisita una partita di dispositivi medici: 73mila oggetti tra occhiali, mascherine e guanti. I dispositivi sono stati messi a disposizione della Protezione Civile. Una decisione presa dal Prefetto e arrivata dopo una serie di ispezioni effettuate dal Nas su spedizioni anomale di materiale sanitario.

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Viterbo
A Viterbo e Bari è invece scoppiato il caso delle mascherine abusive messe in vendita a prezzi stellari: nell'ultimo controllo ne sono state sequestrate 209. Ma a Parma è successa una cosa ancora più rave c'è un caso ancora più grave: il Nas di Parma, su disposizione del Prefetto, ha sequestrato 5 ventilatori polmonari pronti per essere esportati negli Emirati Arabi. I dispositivi sono messi a disposizione della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna.

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Palermo
Mascherine abusive anche a Palermo: una sartoria aveva messo in vendita una serie di dispositivi facciali filtranti non sicuri, perché realizzati in semplite tessuto, ma spacciati per strumenti professionali. In questo caso è scattata la denuncia per frode in commercio. Ma i casi sono ancora tanti. Il Nas di Bari ha deferito all’autorità giudiziaria il titolare di un'azienda di cosmetici che ha utilizzato nella produzione di gel igienizzante alcool isopropilico di cui non era stata registrata la relativa movimentazione. Inoltre sono state sequestrate, presso un grossista di cosmetici e casalinghi, 15.717 confezioni di sapone liquido commercializzato senza aver proceduto alla registrazione sul portale europeo CPNP (Cosmetic Product Notification Portal).

 

Napoli
A Napoli uno dei casi più preoccupanti: un laboratorio clinico privato eseguiva raccolta a domicilio «a richiesta ed a pagamento» di tamponi rino-faringei per la ricerca del Covid 19, senza nessuna autorizzazione della Asl. Il direttore tecnico tecnico è stato diffidato alla sospensione immediata dell’attività.

Ultimo aggiornamento: 18:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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