Capodanno, ville e casali aggira-divieti. «Al veglione anche in 20»

Capodanno, ville e casali aggira-divieti. «Al veglione anche in 20»
di Alessia Marani
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Sabato 5 Dicembre 2020, 00:51 - Ultimo aggiornamento: 00:53

Appena emanato il nuovo Dpcm è scattata la corsa ad aggirare i divieti per il veglione di Capodanno. Niente feste in case, alberghi e locali? Allora si va in villa, oppure si prenota un casale, meglio se in aperta campagna e lontano da occhi indiscreti. La spesa al supermercato, tanto, si può fare in anticipo. Si parte riempiendo il portabagagli di panettoni e cotechini, le immancabili bottiglie di spumante, le carte da poker per chi non ne può fare a meno, senza dimenticare di mettere in borsa un bell’abito da sera. Poi una volta arrivati a destinazione, meglio non uscire per non dare adito a curiosi guastafeste, l’importante è non muoversi il primo gennaio, quando anche gli spostamenti tra Comuni sono vietati e, quindi, il rischio di incappare in qualche controllo è molto alto. 


Da ieri le richieste di prenotazioni per soggiorni-lampo nelle case vacanza private o nei b&b hanno ricominciato a fioccare. Se per gli hotel la regolamentazione è chiara - divieto assoluto di cena il 31 e pranzo l’1 in sala, ma solo in camera - per questo altro tipo di alloggi è deregulation. Si può mangiare tutti insieme nelle taverne o verande, non importa se si è conviventi, congiunti o familiari stretti, nessuno chiede l’identikit dell’ospite. Chiunque è ben accetto.


Sulle bacheche dei siti di annunci specializzati (Booking, Air B&B, Subito.it, Porta Portese, solo per citarne alcuni) le offerte non mancano, con speciali pacchetti Natale e Capodanno. Dimore storiche in antichi borghi, villette in riva al mare, appartamenti indipendenti in contesti in cui, spesso, risiedono anche i proprietari. La cancellazione, se prevista, si può ottenere fino alle 12 del 31 dicembre, rimborsabile al 50 per cento. Anche gli host più titubanti, alla fine, di fronte all’idea di guadagnare cifre che vanno dai 1500 ai 3600 euro per appena due o tre notti, da Nord a Sud, si rendono disponibili all’affare.


Come il proprietario di un casale in un paesino del Reatino stretto tra i confini del Lazio e dell’Abruzzo che dapprima dice «massimo 8 persone, perché sa... adesso con le restrizioni, meglio tutti di una stessa famiglia», salvo poi cambiare idea, «sì sì, qui ci vanno comode minimo 20 persone, voi siete un gruppo di ragazzi, va bene». 


Il prezzo? «Per due notti, il 31 e 1 sono duemila euro perché costa accendere i termosifoni, sia che siete dieci oppure venti...». Ma l’1 non si può tornare a Roma e allora lui non si fa prendere dall’ingordigia: «Potete rimanere fino al 2, la notte in più non la pagate, la caparra è metà della quota su postepay». Famiglie e amici che proprio non ne vogliono sapere di rinunciare a fare festa tutti insieme per l’arrivo del 2021, si stanno organizzando. Chi negli anni passati era abituato a spostarsi in altre regioni, per esempio da Roma verso le località dell’Umbria o della Toscana, o da Milano verso le stazioni sciistiche sulle Alpi o il litorale romagnolo, questa volta fa rotta dentro i confini. Un host di Ladispoli ammette: «Ho tre strutture, una elegante villa vicino Cerenova, un doppio appartamento, uno sopra l’altro verso Cerveteri e un terzo casale sempre in zona. Da ieri sera (giovedì, ndr) appena è stato chiaro che lo stop agli spostamenti tra Comuni riguardava solo il primo dell’anno, sono stato subissato di richieste di informazioni, per cui se si è intenzionati a prenotare, meglio farlo subito». La villa podere ha ben 2 cucine, 7 camere e 6 bagni, ospita fino a 25 persone e ha due Iacuzzi, per la terza notte è previsto uno sconto di 400 euro. Il costo complessivo? «Sono 3600 euro». 


In un borgo a due passi da Città della Pieve, in Umbria, la tenutaria non accetta prenotazioni per Capodanno da fuori regione. «Ma i week-end successivi, già a partire da quello del 9 e 10 gennaio, siete i ben accetti, massimo in 25 però. Le spedisco qualche preventivo». 


Qualcuno è più guardingo. Non lontano da Roma, a mezz’ora dal Centro, in un casale privato di Zagarolo sostengono di avere appena ricevuto una disdetta. «La maggior parte dei ragazzi romani che doveva venire dovrà rientrare al lavoro per il primo gennaio e, non potendo più muoversi quel giorno, ha rinunciato», racconta il proprietario. Il quale vuole capire con chi ha a che fare e suggerisce di «venire a vedere la struttura prima di prenotare, in fondo è vicina alla città, si fa una passeggiata perché non è che l’affitto a chiunque...», raccomandandosi, nel caso l’accordo fosse stipulato, di «non uscire in quei giorni, non serve, la struttura è fornita di tutto l’occorrente per pranzare e cenare e ha anche una bella e spaziosa veranda dove stare tutti quanti». A Sabaudia libero per Capodanno anche un casale del 1800 a pochi passi dal lago di Paola. «Era prenotato fino a stamani? Voi quanti siete? Dieci va bene, di più cominciate a stare stretti».


Qualche regola minima prova a imporla la signora che fa della sua villa a dieci minuti da Mantova un b&b. Nel casale ci sono sei stanze, ognuna con il proprio bagno e una grande taverna con camino dove cenare e fare colazione, «però mettiamo i tavoli distanziati». E se siamo in dieci e non siamo «congiunti», poco importa: «Se non è un problema per voi, non c’è problema». Il settore dei b&b e degli alloggi turistici è tra i più colpiti dalla crisi causa Covid. Il calo dei proventi è in picchiata, quasi azzerato dopo l’estate. L’occasione per gli host, soprattutto privati, di incassare durante le Festività è ghiotta. E c’è chi non vuole lasciarsela sfuggire. 
 

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