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Calabroni killer, si appoggia a una tavola di legno e viene assalito da uno sciame: Jimmy muore a 45 anni per choc anafilattico

La vittima è Jimmi Davide: avrebbe toccato un legno all’interno del quale i calabroni avevano fatto un nido.

Aggredito dai calabroni, a nulla sono valsi i soccorsi
di Lorenzo Padovan
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 10 Agosto 2022, 09:39 - Ultimo aggiornamento: 09:51

SAN MARTINO (Pordenone) - È morto per uno choc anafilattico dopo essere stato punto da alcuni calabroni. La vittima si chiamava Jimmy Davide, aveva 45 anni e abitava a Claut. È sempre stato impegnato nell’ambito delle imprese edili e di valorizzazione del patrimonio forestale. Negli ultimi mesi era disoccupato in cerca di una nuova collocazione professionale. Il tragico evento si è verificato lunedì 8 agosto a San Martino di Campagna, dove l’uomo era sceso dall’amata Valcellina assieme a un amico per dare una mano alla sorella di quest’ultimo. Le circostanze del decesso sono ancora al vaglio dei carabinieri del Norm di Sacile, intervenuti nell’abitazione della frazione di Aviano su segnalazione dei sanitari, che erano a loro volta accorsi, senza esito, una volta ricevuta la disperata richiesta di aiuto da parte dei presenti.

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L'ATTACCO
Secondo una ricostruzione, Davide avrebbe toccato un legno all’interno del quale i calabroni avevano fatto un nido. «C’è stata una prima puntura alla schiena che lo ha fatto sobbalzare e urlare dal dolore - è quanto ha riferito l’amico alla famiglia della vittima -: forse per questa ragione, si è appoggiato a questo legno per riprendersi da quel dolore così lancinante, solo che da quello stesso oggetto è uscito un nugolo di questa aggressiva specie di vespidi che ha punto ripetutamente Jimmy al capo e al corpo». Sarebbe stato raggiunto da almeno una decina di punture. L’amico lo ha sollecitato a sottrarsi all’attacco, gli ha suggerito di fare qualche passo avanti: l’uomo è riuscito a spostarsi, ma è caduto a terra, privo di conoscenza, qualche istante dopo. È seguita la disperata corsa in ospedale a Pordenone in ambulanza: Davide è morto pochi minuti dopo l’arrivo in Pronto soccorso.

NON ERA ALLERGICO
Secondo quanto hanno riferito i familiari agli investigatori, prima del drammatico episodio non c’erano state evidenze di una possibile allergia specifica alla puntura di calabroni. Avendo sempre frequentato il bosco, sia per professione, sia per passione, era anzi capitato spesso che venisse punto da imenotteri e vespidi, senza che questo comportasse alcun problema. La scomparsa di Jimmy lascia nel dolore la mamma Rosanna, tre fratelli e una sorella. La data delle esequie non è ancora stata fissata poiché si attende il nullaosta dalle autorità sanitarie. La speranza è quella di poter riuscire a celebrare il funerale prima del lungo stop imposto dal weekend lungo di Ferragosto. Un rosario di suffragio sarà invece recitato questa sera, alle 19, nella chiesa parrocchiale di Claut.
 

IL RICORDO
«Siamo affranti - ha detto la mamma -: non ho potuto nemmeno salutarlo. È stato tutto talmente improvviso che non c’è stato il tempo di avvisarmi di quanto stava accadendo e che si trovasse in ospedale. Jimmy ci mancherà moltissimo». Dolore e incredulità a Claut, dove la vittima era benvoluto da tutti. «Era il nostro gigante buono - lo hanno descritto gli amici -: metteva a disposizione degli altri la propria forza fisica. Se c’era qualche lavoro da fare, il primo pensiero era coinvolgerlo, sapendo che avrebbe aderito con entusiasmo. Amava profondamente la propria famiglia e il paese. Era una persona generosa». «Siamo ancora increduli - le parole del sindaco Gionata Sturam -: quando mi hanno avvisato della sua scomparsa sono rimasto senza parole, perché Jimmy era un’icona della nostra comunità. Ci conoscevamo sin da bambini, essendo quasi mio coetaneo. La sua cifra distintiva era l’altruismo: quando c’era bisogno di un aiuto lui lo offriva sempre disinteressatamente. Le terribili circostanze della sua morte ci hanno ulteriormente addolorato: era un uomo in salute, non ci saremmo mai aspettati un simile epilogo».

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