Autostrade, Toninelli: revoca concessione sarà totale. Ma Centinaio: tempo dei "no" finito

Lunedì 1 Luglio 2019

Tensione nel governo sul nodo della concessione ad Atlantia della rete autostradale. Toninelli ha ribadito di voler procedere con la «revoca totale» ma la Lega ha una posizione meno netta. «Sono favorevole alla revoca se non propongono alternative. Io vorrei alternative. Non difendo nessuno, né Atlantia né tantomeno i Benetton. Prima voglio vedere le carte. Ma il tempo dei no è finito, è tempo di costruire proposte alternative», dice il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, a margine di un incontro promosso a Roma da Granarolo.

«Il silenzio della Lega sulle concessioni, dispiace, fa sentire ancora più protetti i Benetton. A me il partito dei Benetton non fa paura, questa volta vincono i cittadini non i Benetton», dice il vicepremier Luigi Di Maio in un video su Facebook. «E non c'entra nulla il lavoro. A me dispiace che sulla revoca alle concessioni, ma anche sull'immunità penale Salvini dica che si perderanno posti di lavoro. Non si perderanno posti di lavoro, ci si può fidare di me. Noi non possiamo farci ricattare e poi non si perderanno posti di lavoro», conclude. 

Dopo la conclusione della relazione del Mit sul ponte Morandi «ora apriremo un dibattito politico» ma fin da ora «il Movimento 5 Stelle ritiene che, essendo venuto meno totalmente il rapporto di fiducia nei confronti di un concessionario che si è dimostrato incapace di gestire un bene pubblico, questo deve portare a una evidente revoca della concessione». Così il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, nel corso della cerimonia di apertura al traffico del Viadotto di Annone di Brianza (Lecco), ha parlato della revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia, controllata Atlantia, dopo la tragedia per Ponte Morandi. La possibile revoca, spiega Toninelli, non si limiterà solo al tratto ligure: «Le relazioni fanno capire come il modello manutentivo, applicato al ponte Morandi a Genova, sia lo stesso applicato su tutti i 3mila chilometrì della rete autostradale»

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«Abbiamo avuto modo in questo fine settimana di leggere nel dettaglio tutte le 62 pagine del parere tecnico di una commissione tecnico-giuridica dello Stato in appoggio al mio ministero - ha spiegato Toninelli - e questa relazione dice una cosa chiara, ci sono le condizioni per un grave inadempimento sia degli obblighi giuridici della custodia del bene dato in concessione, sia dell'obbligo di restituzione». «Tu concessionario - ha sottolineato - devi custodire il bene, fargli manutenzione e devi custodirlo com'era prima». «Aspi - ha aggiunto- non è in grado di gestire la rete autostradale perché ha fatto crollare un ponte causando 43 morti». 

Immediata la replica della società Autostrade secondo la quale «i termini della Convenzione prevedono, nella denegata ipotesi di revoca, il pagamento di un cosiddetto indennizzo che corrisponde al giusto valore della concessione, secondo i criteri contrattualmente previsti».  «La sussistenza di tale obbligo di indennizzo, come riportato dalla stampa, è confermata anche dalla stessa relazione della Commissione» rileva la società. Ma Toninelli ha ribattuto:  «Quando si mette una clausola che dice che anche se lo Stato revoca in maniera legittima per gravi inadempimenti la concessione ad Aspi, deve pagare da qui al 2038 tutti gli utili netti è illegittimo». «E' una clausola che non esiste - ha indicato - ed è incostituzionale e penso che con calma nelle prossime settimane chiuderemo il procedimento amministrativo con un decreto del sottoscritto e del ministro Tria e si vedrà che cosa si potrà fare». «Senza nessun caos » ha concluso il ministro.

«In merito ai riferimenti diffusi a mezzo stampa circa una ipotetica pericolosità di altre infrastrutture della rete, Autostrade per l'Italia ribadisce con forza che la sicurezza della stessa è stata confermata anche da ulteriori verifiche fatte da primarie società terze» - prosegue Autostrade che «ricorda che sono ancora ignote le cause interne o esterne che hanno determinato la tragedia e l'accesso alla documentazione dei luoghi e dei fatti è ancora incompleto».

Sull'argomento è intervenuta anche Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia.«Procedere a colpi di tweet su un dossier delicato e controverso come quello della concessione ad Atlantia per le autostrade, è da irresponsabili. In un Paese civile il vicepremier non anticipa a mezzo social le conclusioni di un iter amministrativo, tanto più se la questione, peraltro controversa, riguarda una società quotata con migliaia di dipendenti. Ma il governo della decrescita ci ha abituato a questo ed altro. Non può però bastare il pregiudizio ideologico anti-imprese del Movimento 5 Stelle a determinare una decisione così importante. Anche perché, secondo alcuni analisti, la revoca unilaterale della concessione potrebbe portare ad una controversia legale lunga e complessa che potrebbe costare all'Italia fra i 20 e i 25 miliardi di euro. Sulle responsabilità per il Ponte Morandi c'è un'indagine che deve fare il suo corso: per quanto riguarda invece le valutazioni della Commissione del Ministero dei trasporti che si è occupata della concessione - valutazioni che oggi vengono anticipate dai giornali - Forza Italia chiederà che gli esperti messi in campo da Toninelli, vengano auditi dalla competente Commissione parlamentare». 

Ultimo aggiornamento: 18:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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