Autostrade, il Mit: «Sì alla revoca, il ponte non riconsegnato»

Lunedì 1 Luglio 2019 di Umberto Mancini

ROMA Colpevole. Come anticipato dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Come previsto da Luigi Di Maio. La commissione del Mit lo ha scritto nero su bianco nelle 63 pagine del parere: Autostrade per l'Italia è responsabile del crollo del ponte di Genova per gravi inadempienze. E per questo merita la revoca della concessione. Di più. Lo Stato, sempre a giudizio della commissione, o almeno secondo l'esegesi dei grillini, non dovrà nemmeno indennizzare la società perché ha violato il «principio dell'affidamento», sancito dall'articolo 9 bis della convenzione. In punta di diritto si afferma, che il «crollo ha comportato la mancata restituzione di un bene la cui custodia la concessione aveva affidato ad Autostrade per l'Italia, che era tenuta a restituirlo integro. Questo configura un grave inadempimento che consente la revoca unilaterale della concessione». Di fatto gli esperti del Mit fanno riferimento al codice civile che, tra l'altro, non chiariscono bene se il ponte sia in custodia o appartenga alla società autostradale. Un punto chiave nelle controversia che opporrà i contendenti.

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Secondo alcuni giuristi l'unico obbligo in capo al concessionario era e resta quello di restituire l'opera così come era stata lasciata dal concedente. E in caso di crollo, come purtroppo avvenuto, di restituirla in una nuova forma. Cosa del resto che Autostrade si era proposta di fare sin dal primo momento, ma che le è stato impedito dal governo. Come noto, la società pagherà quanto dovuto per la ricostruzione. In altre parole, a giudizio di alcuni esperti di diritto amministrativo, non vi sarebbe stata una violazione contrattuale. Di fatto - aggiungono - non potendo attribuire a qualcuno la responsabilità sulla causa del drammatico crollo - manca una sentenza della magistratura - è stata invocata una sorta di responsabilità oggettiva di Autostrade per il fatto stesso che il viadotto è collassato.

«Il crollo - recita un passaggio dell'abstract della relazione del Mit - lascia presupporre gravi lacune del sistema di manutenzione che si possono ritenere sussistenti su tutta la rete autostradale (molti ponti hanno stesso livello di rischio di quello di Genova) e che pertanto giustificano che lo Stato abbia perso fiducia dello stato nell'operato di Aspi». Secondo la commissione sono inoltre nulle (o comunque non applicabili al caso) alcune «clausole della convenzione che prevedono risarcimenti per risoluzione anticipata, anche se comunque Aspi lo chiederà in sede contenziosa e non si può escludere che li ottenga».

LE CIFRE
Cifre nell'abstract non se ne fanno. Ma si tratta di possibili rimborsi miliardari. Mediobanca aveva calcolato un possibile risarcimento da 20 miliardi, ma i conti fatti da Autostrade per l'Italia - che non ha commentato le ultime indiscrezioni emerse - farebbero lievitare la cifra a 25 miliardi. Non proprio noccioline. Ma fonti di governo M5s anche su questo ostentano sicurezza: l'articolo della convenzione che prevede il diritto di indennizzo del concessionario sussiste «nel rispetto del principio dell'affidamento» che in questo caso sarebbe venuto meno perchè ci sono «gravi inadempienze».

In serata è arrivato anche il commento di Luigi Di Maio che aveva indicato nel 15 luglio la scadenza per avviare la procedura di revoca. «Ci sono milionari e multinazionali che credono di poter utilizzare le casse dello stato a proprio piacimento e quando provi a togliergli le rendite, iniziano a ricattare - ha detto - moi ci stiamo muovendo nel rispetto del contratto di concessione e nel solco dei contratti in essere. Andiamo avanti, come un treno». Silenzio invece da parte della Lega che prima di parlare vuole vedere le carte.

Ultimo aggiornamento: 10:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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