Marcello De Vito non si dimette da presidente, timori in Assemblea: la revoca non si vota

Mercoledì 27 Marzo 2019
Dopo l'arresto del presidente 5 stelle Marcello De Vito torna a riunirsi l'Assemblea capitolina. La conferenza dei capigruppo ha fissato la seduta per venerdì 29 marzo, dalle 12 alle 19, ma all'ordine del giorno non c'è la revoca di De Vito dalla carica di presidente del consiglio comunale proposta dalle opposizioni. Il suo ruolo resta così congelato dopo che il prefetto di Roma Paola Basilone lo ha sospeso da consigliere capitolino per 18 mesi a seguito dell'arresto. Per votare la revoca i consiglieri di maggioranza vogliono prima vederci chiaro, anche per evitare eventuali ricorsi come accaduto in Regione Lazio con Adriano Palozzi e sperando che durante l'interrogatorio di garanzia il Presidente decida di presentare le sue dimissioni spontaneamente. Visto che fino ad ora, ormai a diversi giorni dall'arresto, De Vito non ha rassegnato le dimissioni

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In alternativa, è stato chiesto un parere al segretariato per capire se è possibile applicare l'articolo 20 comma 6 del regolamento dell'Assemblea che prevede la possibilità di revocare il presidente nel caso di «gravi violazioni dello statuto, della legge e del regolamento ed è deliberata dal Consiglio a maggioranza assoluta, sulla base di una richiesta motivata, sottoscritta da almeno la metà dei componenti del Consiglio». «La revoca - ha spiegato il presidente d'aula in pectore Enrico Stefàno - è un atto che ha vincoli normativi e amministrativi molto stringenti e non può essere fatto per umori politici del momento». Stefàno ha comunque ribadito la volontà politica del M5s di revocare il presidente.

Quanto alle presenze in Consiglio, invece, a prendere il posto di De Vito sarà Carlo Maria Chiossi, primo dei non eletti nel 2016, con 351 voti, ad avere accettato la nomina. Chiossi, da poco aveva annunciato la sua autocandidatura per far parte della lista dei candidati pentastellati alle prossime Europee. «Penso che il Movimento stia provvedendo alla sua espunzione dalla lista delle persone che si potranno essere votate su Rousseau», ha spiegato il capogruppo del M5s in Campidoglio Giuliano Pacetti. L'aula Giulio Cesare voterà la supplenza come primo punto all'ordine dei lavori. Poi, come richiesto dalle opposizioni, parlerà la sindaca Virginia Raggi. Deluse le opposizioni. «L'intervento della sindaca - ha spiegato il capogruppo del Pd Giulio Pelonzi - non è sufficiente, la città non può tornare alla normalità se prima non viene messo un punto sulla vicenda. Non si sa che fine abbia fatto Frongia, non c'è l'assessore all'Ambiente, sta succedendo di tutto: come si fa ad andare avanti così? Raggi ha la possibilità di semplificare tutto con un gesto facilissimo, dimettendosi».
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