Pioggia di euro contro lo smog, ma la Ciociaria resta a guardare

Martedì 18 Febbraio 2020 di Pierfederico Pernarella
Pioggia di euro per la mobilità sostenibile contro lo smog, ma anche questa volta la provincia di Frosinone resta a guardare. Se la partita contro l'inquinamento atmosferico si gioca anche sul terreno della progettazione e della ricerca di fondi pubblici, la Ciociaria non sembra essere proprio intenzionata a gareggiare.
Questo lo si evince, non senza imbarazzo, scorrendo la graduatoria resa nota dal Ministero dell'Ambiente con la lista dei comuni o degli enti locali consorziati che beneficeranno dei 164 milioni di euro messi a disposizione con un bando del 2016 per la mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro.
Il bando serviva a finanziare percorsi ciclabili e pedonali, servizi di mobilità condivisa (car/bike/scooter sharing), opere per l'integrazione modale (parcheggi, ciclostazioni), sistemi per l'infomobilità, moderazione del traffico.

La precedenza, come spiegava l'allora ministro all'Ambiente Galletti, sarebbe stata data ai Comuni con il maggior numero di sforamenti di PM10. Che certo non mancano in provincia di Frosinone da anni sul podio nazionale delle aree colpite dall'inquinamento atmosferico.
Nell'anno della pubblicazione bando (dicembre 2016), tanto per rendere l'idea, il capoluogo aveva collezionato 137 giornate fuori legge, Ceccano 132, Cassino 108, Alatri 75, Ferentino 63. Il massimo consentito in un anno, come noto, è 35 superamenti giornalieri. Ebbene, morale della favola, tra gli 81 enti che hanno ottenuto i finanziamenti ministeriali non ce n'è nemmeno uno della Ciociaria.

SOLDI AI COMUNI PONTINI
Nella vicina provincia di Latina, invece, non si sono fatti scappare l'occasione il Comune di Latina (732.500 euro) e quello di Terracina (410.000 euro). Per restare nel Lazio finanziati anche Fiumicino (922.000 euro), Rieti (945.00 euro), Roma (3.000.000 euro), Pomezia (240.000 euro).
Eppure, in Ciociaria, qualcuno nel suo piccolo, ci aveva provato. Tra i 114 progetti presentati alla scadenza del bando (10 gennaio 2017) c'era quello con ente capofila il Comune di Ripi. Nella graduatoria finale si è piazzato alla posizione 88, non sufficiente per ottenere il finanziamento richiesto: 999.000 mila euro su un progetto di circa 1,6 milioni.

L'HANDICAP
Ma la notizia dell'ennesima occasione perduta per raggranellare qualche soldo in tempi di gravi ristrettezze finanziarie, su cui gli amministratori locali non mancano di lamentarsi, s'incrocia con un'altra questione più volte associata alle politiche di contrasto all'inquinamento: il progetto del Grande capoluogo che ormai langue tra un appello e l'altro.
Il bando, infatti, era riservato alle città o ai raggruppamenti di Comuni al di sopra dei 100 mila abitanti. Requisito, che torna nella maggior parte dei bandi pubblici, in cui non rientra nessuno dei Comuni ciociari, nemmeno il capoluogo (46.003 abitanti). L'unico modo per superare questo handicap è fare rete, associarsi, ma a quanto pare, per il momento, in Ciociaria non c'è alcuna intenzione di farlo. Nel frattempo, gli investimenti pubblici finiscono altrove. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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