Furbetti del reddito di cittadinanza, nuove scoperte: tutti i "numeri" della provincia

Furbetti del reddito di cittadinanza, nuove scoperte: tutti i "numeri" della provincia
di Emiliano Papillo
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Mercoledì 25 Gennaio 2023, 08:57 - Ultimo aggiornamento: 08:59

 Il caso delle due donne di Ferentino di 30 e 35 anni che percepivano il reddito di cittadinanza ed erano impegnate in un progetto dell'ufficio provinciale del lavoro in collaborazione con il comune ernico si arricchisce di nuovi retroscena.
Le due donne secondo l'accordo che avevano firmato per poter percepire 700 euro mensili per sei mesi, dovevano lavorare per 8 ore complessive in due giorni della settimana nel verde pubblico cittadino. Cosa mai fatta, come ricostruito dai carabinieri dopo le segnalazioni di alcuni colleghi e cittadini. Motivo? Andavo al bar o facevano shopping. Sono partiti altri accertamenti da parte dei carabinieri per verificare se le due donne avessero effettivamente i requisiti per accedere al sussidio, nel frattempo revocato, ed è emerso che una delle due donne non ha i requisiti in quanto gli elementi forniti all'Inps al momento della domanda non erano veritieri. La donna è stata denunciata per truffa ai danni dello Stato.

LA TRUFFA

Ma i casi di furbetti del reddito di cittadinanza in ciociaria sarebbero numerosi. Lo conferma Pietro Maceroni presidente del Comitato provinciale Inps. Numeri certi non se ne possono avere di furbetti e conseguenti revoche del reddito in quanto in molti casi gli stessi fanno ricordo e le procedure diventano lunghe. Secondo l'Inps nazionale si viaggia intorno all'1,5% di quelli erogati. Ma i casi continuano a emergere. Ieri, ad esempio, si è scoperto che un 55enne super fortunato di Sgurgola nel momento della presentazione della domanda all'Inps aveva omesso di possedere una partita Iva e di aver vinto dal 2017 al 2020 ben 80.000 euro alle lotterie nazionali. Dopo essere stato denunciato dalle forze dell'ordine, il Tribunale di Frosinone per lui ha chiesto il processo per truffa ai danni dello Stato. Dovrà comparire davanti al giudice il prossimo 5 maggio.

I DATI

Intanto lo stesso Maceroni ha fornito i dati sulla provincia di Frosinone. «Il tasso di disoccupazione in Ciociaria è all' 11% il più alto delle provincie del Lazio, 12946 sono i percettori del reddito di cittadinanza, 1372 le pensioni di cittadinanza, 9300 i ciociari in Naspi (indennità di disoccupazione), 10.000 con il reddito di emergenza».
Sull'argomento è intervenuta anche la segretaria provinciale della Uil di Frosinone, Anita Tarquini. «Ogni situazione che non rispetti i criteri di erogazione del reddito di cittadinanza va contrastata. Il caso di Ferentino- spiega la Tarquini- non fa certo eccezione. Ma questa misura di sostegno studiata per contrastare la povertà, la disuguaglianza e l'esclusione sociale non è riconosciuta soltanto nel nostro Paese. Ciò significa che se in tutti gli Stati dell'Unione europea, anche se in modo eterogeneo, sono stati introdotte misure di sostegno per le famiglie in difficoltà, la motivazione del provvedimento non può essere demonizzata. Dai dati in nostro possesso abbiamo scoperto che da gennaio a novembre di questo anno sono stati oltre 12.000 i nuclei familiari della provincia di Frosinone che hanno richiesto il Reddito o la Pensione di cittadinanza. Un numero inferiore rispetto al 2020, l'anno buio della pandemia, quando in dodici mesi i nuclei erano stati 13078. È chiaro, come più volte sottolineato dal segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, che le politiche attive del lavoro sono altra cosa. E su questo abbiamo sempre sostenuto che sia fondamentale lavorare sulla formazione e sulla riqualificazione professionale, rendendola obbligatoria per chi riceve sussidi dallo Stato. Sarebbe però fuorviante però sparare a zero sul Reddito perché qualcuno ne approfitta percependolo senza averne diritto. Sarebbe come dire che è giusto non pagare le tasse, perché in tanti già le evadono».
Emiliano Papillo
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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