Emergenza incendi, a Piedimonte evacuate abitazioni. A Pontecorvo fiamme nell'ex discarica San Paride

Emergenza incendi, a Piedimonte evacuate abitazioni. A Pontecorvo fiamme nell'ex discarica San Paride
di Vincenzo Caramadre
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Domenica 15 Agosto 2021, 17:55 - Ultimo aggiornamento: 17:56

Ferragosto segnato dagli incendi boschivi. Le situazioni più gravi a Piedimonte San Germano, dove le fiamme hanno raggiunto alcune abitazioni; sono state evacuate diverse famiglie.

A Pontecorvo, le fiamme hanno attecchito una parte dell'ex discarica provinciale San Paride, in località San Paride già interessanta due settimane fa un rogo. Lavoro incessante dei vigili del fuoco e della protezione civile.

Da giorni soprattutto il sud della provincia di Frosinone è flagellato dagli incendi boschivi, da Cassino a Cervaro e San Vittore del Lazio, ma anche a Pontecorvo, Esperia, Castrocielo e Roccasecca. 

Grande paura a Castrocielo, dove il fuoco è arrivato a ridosso del centro urbano. Una settimana terribile, non è stata risparmiata nelle ultime ore la zona di Pastena, dove un vasto rogo ha lambito zone abitate, distrutti ettari di macchia mediterranea. 

«Una giornata bruttissima – ha detto il sindaco di Pastena Arturo Gnesi - dopo che nel pomeriggio del giorno precedente, con un paio di inneschi, si è sviluppato un incendio che ha proseguito incontrastato sulle pendici dei Monti Ausoni ai confini con Lenola. Oltre 150 ettari di bosco sono andati già distrutti per l’indisponibilità dei mezzi aerei, impegnati su altri fronti della nostra provincia. Così ieri mattina il fuoco ha avuto gioco facile nel distruggere l’area protetta del parco dei Monti Ausoni».

Danni ingenti a una coppia di apicoltori di Roccasecca

A Roccasecca le fiamme hanno provocato danni ingenti a due apicoltori della zona Gole Anna e Marco,  una giovane coppia che si è dedicata totalmente alla loro azienda agricola che hanno chiamato Fattoria dei Gelsi. Gli apicoltori hanno trovato incenerite otto arnie, per un totale di circa un milione di api. 

«Nove anni fa – spiegano Anna e Marco - abbiamo iniziato un percorso di vita che non sapevamo bene dove ci avrebbe portato. Abbiamo seminato, curato, concimato e protetto dalle intemperie uno dei semi più rari e dimenticati di questa terra. Il seme della Gentilezza. Tutto ciò che facciamo, da 9 lunghi e tortuosi anni a questa parte, è stato fatto per far crescere questa preziosa pianta. Venerdì pomeriggio, abbiamo dovuto affrontare una prova difficilissima, inaspettata e davvero ingiusta. Siamo usciti con delle profonde ferite al cuore e giuro che da quelle ferite ci riprenderemo presto per continuare a combattere contro la cattiveria umana. Abbiamo perso delle famiglie importanti, in uno dei nostri apiari più grandi, un pezzo del nostro cuore è bruciato con loro. Non sappiamo spiegarvi bene quanto questo faccia male, non basterà a farci desistere dal lottare per la sopravvivenza di quel seme».

Il sospetto è che ad agire sia stato un piromane e che il centro di apicoltura sia solo la vittima più evidente di un gesto sconsiderato, purtroppo non isolato in questo periodo. «Stiamo raccogliendo tutti gli elementi, per presentare una denuncia» ha spiegato Anna.

A chi le ha chiesto se quanto accaduto sia da incastonare in una ritorsione commerciale o di concorrenza, lei ha risposto in maniere decisa: «Non credo proprio – ha concluso – tutti i nostri colleghi sono venuti in soccorso, c’è stata data tutta la solidarietà e la disponibilità. L’apicoltore non farebbe mai una cosa del genere».

Il danno economico è ancora da quantificare, per fortuna i melari, che si inseriscono nelle arnie in cui le api producono il miele, erano già stati tolti. Restano da curare migliaia di api, molte sono intossicate e per riportarle alla piena salute e produttività devono essere trattate con un particolare prodotto disintossicante.
 

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